Un voto alla serietà, alle competenze e alla credibilità, per fare ancora meglio e ancora di più

E’ stata una campagna elettorale strana, fredda, urlata, dove c’è stato chi ha preferito gli slogan e le promesse irrealizzabili, chi ha giocato con le paure degli italiani e solleticato la pancia dei cittadini. Per quanto ci riguarda invece è stata una campagna vissuta sui temi, sulle proposte, sulle soluzioni ai problemi ancora da risolvere, sulle ambizioni della nostra comunità che abbiamo il dovere di interpretare e accompagnare nella migliore realizzazione. 


C’è rabbia fra le persone c’è sofferenza per una crisi che ha messo in ginocchio il nostro Paese e che le politiche fallimentari degli ultimi trent’anni hanno acuito, hanno peggiorato, portandoci ai limiti del baratro. Una rabbia legittima ma sulla quale non è consentito a nessuno speculare. Fare sciacallaggio sulla pelle dei cittadini  è intento di coprire incompetenza e incapacità di proporre soluzioni concrete e credibili ai problemi del Paese.

L’Italia di cinque anni, fa, però, non è l’Italia di oggi: forse ancora non riusciamo a percepire tutti che le cose sono iniziate a cambiare davvero. E l’onda lunga della ripresa che aggancia in tempi diversi le diverse aree del Paese. Domenica però avremo una grande opportunità: guardare avanti per confermare un progetto politico e di governo che ha saputo tirare fuori il Paese dalle secche di una crisi violentissima, la più dura che l’Italia ha conosciuto dal dopoguerra. Un progetto che ha appena cominciato a dare i primissimi risultati: pil, occupazione, produzione, export, ripresa. Non lo diciamo noi, lo dicono gli indicatori. Ora vogliamo fare ancora meglio e ancora di più. Con serietà, competenze e credibilità.
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Xylella, solidarietà delle altre Regioni, rimodulando tutti i PSR in favore della Puglia, come in passato è stato fatto in occasione dei terremoti

Ho scritto questa lettera al presidente Emiliano proponendogli una strada che da assessore regionale ho praticato in occasione del terremoto dell'Emilia Romagna:

"Gentile Presidente, caro Michele,

Ti scrivo questa nota per riportarti, ancora una volta, il grido di dolore del Salento e le tante richieste d'aiuto che ho ricevuto in quest'ultimo periodo sulla gravissima questione della Xylella fastidiosa. Larga parte dei territori olivetati del Salento oggi appaiono desertificati e sono divenuti improduttivi, con danni irreparabili per il paesaggio e per l'economia. Se ancora qualcuno nutriva qualche dubbio sull'esistenza della malattia e sulla sua pericolosità, oggi i fatti dimostrano, con certezza, la complessità del fenomeno patologico.

La velocità con cui la malattia si sta diffondendo ci fa temere non solo che possa essere a rischio il resto della Puglia, ma anche che possa travalicare i confini agricoli per sfociare in un problema di carattere sociale, con la minaccia per migliaia di occupati nelle aziende agricole e nei frantoi oleari.

Nella mia attività di parlamentare nella legislatura che si conclude ho dato il mio contributo con interventi normativi che individuano risorse economiche e misure tese ad alleviare il problema.

Ti chiedo di assumere ogni iniziativa possibile per fronteggiare la malattia e contenerne la sua diffusione e ricercare le risorse necessarie ad alleviare la sofferenza dei tanti agricoltori e vivaisti coinvolti e incoraggiare l'esecuzione delle necessarie pratiche agronomiche per impedire l'ulteriore diffusione e per rilanciare il comparto ora che, finalmente, l’Europa ha aperto al reimpianto.

In questo senso, sarebbe un segno di solidarietà concreta da parte delle altre Regioni italiane, una loro contribuzione finanziaria attraverso una rimodulazione dei PSR 2014/2020 a favore del PSR della Puglia, da destinare a interventi di prevenzione e contenimento della malattia e agli investimenti necessari per sostenere i reimpianti e le pratiche agronomiche negli oliveti, anche in quelli gestiti non da imprese agricoli che nel Salento sono tantissimi.

Come sai interventi di rimodulazione solidale delle risorse Feasr sono stati già approvati, in sede di Conferenza Stato-Regioni per il terremoto in Emilia Romagna, quando io ero assessore regionale e, più di recente, per il terremoto in Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio.

Non è mia intenzione porre sullo stesso piano le due calamità, anche solo pensando alla perdita di vite umane provocate dai terremoti. Credo però che questa terribile fitopatia non possa essere considerata un problema esclusivo della Puglia e che, dunque, necessiti della condivisione e della solidarietà delle altre realtà regionali, anche per il peso finanziario che la Xylella determina.

Ti affido questa riflessione, nella certezza che saprai esplorare al meglio questa ulteriore strada per provare a ridare ossigeno e speranza ad un territorio martoriato”.
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Un piano speciale per l’Agricoltura per incentivare la nascita di start up di giovani

Voglio rendere la Puglia un grande laboratorio a cielo aperto con l’obiettivo di un’agricoltura moderna, di un comparto giovane e multifunzionale. 

Quando mi sono occupato per la prima volta di agricoltura da assessore regionale – prosegue -  sul settore pendeva una percezione ancora negativa, vissuto soprattutto dalle giovani generazioni come qualcosa da cui fuggire. Negli anni siamo riusciti a invertire quel fenomeno: tantissimi giovani hanno scelto la terra, sono diventati i nuovi agricoltori, iniziando concretamente quel ricambio generazionale che è essenziale e che non si è più fermato.

La Puglia, peraltro, ha una ricchezza di biodiversità straordinaria, che abbiamo il dovere di difendere, investendo in innovazione e ricerca.  La grande opportunità per l’agricoltura passa, infatti, dalla capacità di affiancare tecnologia e sostenibilità̀. Penso ad un Piano speciale che abbia l’obiettivo di incentivare la nascita di startup di giovani che intendono investire nel settore dell'agricoltura e dell'agroalimentare. Un piano che irrori il settore di linfa giovane, capace di prospettare soluzioni veramente innovative, di cui ho discusso a lungo con diversi esponenti delle associazioni di categoria del comparto che condividono con me quest’idea.

Vogliamo far emergere il talento delle nuove generazioni e l'esperienza delle vecchie, vogliamo offrire un'opportunità di sviluppo per un intero territorio. Se penso alla Puglia e ai tanti ragazzi che la Regione ha formato e fatto studiare, penso a un capitale inestimabile che va valorizzato. Startup non significa solo innovazione tecnologica, vuol dire anche innovazione sociale e organizzativa, qualità, ecologia e cultura.

Significa accompagnare la nostra agricoltura verso una più completa multifunzionalità e una indispensabile sostenibilità, capace di assolvere a più compiti: riconversione ambientale, turismo, cultura, sociale.
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Ecco la ricetta di Dario Stefàno con occhi sempre rivolti alla Puglia

“Non torniamo indietro, proprio ora che gli indicatori economici ci dicono chiaramente che stiamo uscendo dalla crisi più lunga dal dopoguerra. Non esiste alternativa al centrosinistra ed al PD in fatto di credibilità, affidabilità e cultura di governo. Non lo diciamo noi, lo dicono i dati delle rilevazioni degli istituti di ricerca”. Così Dario Stefàno, candidato al Senato per il centrosinistra al Collegio uninominale Lecce – Francavilla e per il Partito Democratico come capolista al collegio plurinominale Puglia Sud, ieri sera a Francavilla Fontana insieme al sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore e il presidente di Anci Antonio Decaro. Presente anche il candidato locale Raffaele Pappadà. 

“L’Italia  - ho poi proseguito Stefàno - ha chiuso la stagione delle leggi ad personam, ha varato le riforme attese da decenni e finalmente ha invertito il trend economico e produttivo negativo, al quale ci avevano condannato i governi di centrodestra. Sarebbe un errore riconsegnare il Paese alle stesse persone che occupano la scena politica, locale e nazionale, da quasi quarant’anni. La credibilità di chi compete ad essere classe dirigente si misura anche sulla serietà delle cose che fa e che dice. Il mio diretto competitor afferma che c’è “bisogno di forza per sbattere i pugni in sede europea”: evidentemente gli sfugge che in Europa governa la sua parte politica, con FI che esprime il presidente del Parlamento Europeo. Dunque, avrebbero avuto in tutti questi anni tutti gli strumenti per intervenire, se avessero veramente avuto a cuore i destini dell’Italia”.

“Certo – ha ribadito Stefàno - resta ancora da capire quale idea di Europa propone il centrodestra, visto che Salvini predica altre ricette, parla di dazi, che invece annienterebbero le ambizioni delle nostre imprese. Servono regole giuste in mercati aperti: accordi internazionali basati sulla reciprocità, con clausole di salvaguardia vere, con la lotta al falso cibo e la tutela essenziale delle nostre indicazioni geografiche.  Non si può tornare ad una dimensionale nazionalista anacronistica e perdente.

“Tra destre e cinque stelle – ha poi concluso -  ritroviamo toni di propaganda simili e una sensibile convergenza sui principali temi politici, indicative di una stessa cultura politica e di uno stesso sguardo divisivo. Su immigrazione, Europa, rapporto con la scienza, M5S e Lega parlano la stessa lingua, incapace di andare al di là dell’elencazione quotidiana delle paure, abdicando alla responsabilità di indicare soluzioni sostenibili. Berlusconi promette la pensione di 1000 euro alle casalinghe, Grillo il reddito di dignità superiore ai 1.300 euro al mese. Misure, però entrambe irrealizzabili, perché non sostenibili economicamente”.
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Si è chiusa un'era di politiche fallimentari, non torniamo indietro

“L’Italia ha chiuso la stagione delle leggi ad personam, ha varato le riforme attese da decenni e finalmente ha invertito il trend economico e produttivo negativo, al quale ci avevano condannato i governi di centrodestra. Sarebbe un errore se riconsegnassimo il Paese a chi ci ha già dato modo di misurare gli effetti catastrofici di politiche fallimentari, alle stesse persone che occupano la scena politica, locale e nazionale, da quasi quarant’anni”.

Così Dario Stefàno, candidato al Senato della Repubblica per la coalizione di centrosinistra al Collegio uninominale Lecce – Francavilla e per il Partito Democratico come capolista al collegio plurinominale Puglia Sud,  a Francavilla Fontana insieme al sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore e al sindaco di Bari e presidente di Anci, Antonio Decaro.

“Il nemico – è stato detto a più voci – è la rassegnazione, è pensare “tanto nulla cambia”: ma non è così, e questa legislatura ormai alla fase conclusiva ha dimostrato che è possibile tradurre le ambizioni del territorio e delle nostre comunità in realtà, un passo alla volta. Gli indicatori economici ci dicono chiaramente che stiamo uscendo dalla crisi più lunga dal dopoguerra, fermarsi ora significherebbe far tornare indietro il Paese”.

“La credibilità – ha poi sottolineato Stefàno – si misura anche sulla serietà delle cose che fa e che dice. Il mio diretto competitor afferma che c’è “bisogno di forza per sbattere i pugni in sede europea”: evidentemente gli sfugge che in Europa governa proprio la sua parte politica, con FI che esprime il presidente del Parlamento Europeo. Dunque, avrebbero avuto tutti gli strumenti per intervenire, se avessero veramente avuto a cuore i destini dell’Italia.  

Certo, resta ancora da capire quale idea di Europa propone il centrodestra, visto che Salvini predica altre ricette. Quel Salvini che parla di dazi, che annienterebbero le ambizioni di crescita delle nostre imprese. Ciò che serve sono regole giuste in mercati aperti: accordi internazionali basati sulla reciprocità, con clausole di salvaguardia vere, con la lotta al falso cibo e la tutela essenziale delle nostre indicazioni geografiche. Per questo serve un governo autorevole e credibile per continuare a lavorare per una Europa diversa e non per tornare ad una dimensionale nazionalista anacronistica e perdente”.

“Tra destre e cinque stelle – ha poi concluso -  ritroviamo toni di propaganda simili e una sensibile convergenza sui principali temi politici, indicative di una stessa cultura politica e di uno stesso sguardo divisivo: su immigrazione, Europa, rapporto con la scienza, M5S e Lega parlano la stessa lingua. Una lingua incapace di andare al di là dell’elencazione quotidiana delle paure, abdicando alla responsabilità di indicare soluzioni credibili, sostenibili. Berlusconi promette la pensione di 1000 euro alle casalinghe, Grillo il reddito di dignità superiore ai 1.300 euro al mese. Promesse entrambe irrealizzabili, perché non sostenibili economicamente. Non esiste alternativa al centro sinistra ed al PD in fatto di credibilità, affidabilità e cultura di governo. Non lo diciamo noi, ce lo dicono i dati delle rilevazioni degli istituti di ricerca”.
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A Francavilla Fontana

La Puglia può, deve, ambire ad avere una classe dirigente credibile, seria e competente, capace di rappresentare concretamente le istanze del Mezzogiorno e incidere sulle politiche di sviluppo. Alle ore 18:30 a Francavilla Fontana (Palazzo Imperiali)  l’iniziativa di Dario Stefàno con il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, il presidente della Regione Michele Emiliano e il sindaco di Bari e presidente di Anci Antonio Decaro.
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Una classe dirigente credibile per rafforzare la Puglia e il Mezzogiorno

La Puglia può, deve, ambire ad avere una classe dirigente credibile, seria e competente, capace di rappresentare concretamente le istanze del Mezzogiorno e incidere sulle politiche di sviluppo. 
Sabato 24 febbraio  si terrà  a Francavilla Fontana (ore 18:30 - Palazzo Imperiali)  l’iniziativa di Dario Stefàno, candidato al Senato della Repubblica per la coalizione di centrosinistra al Collegio uninominale Lecce – Francavilla, e per il Partito Democratico come capolista al collegio plurinominale Puglia Sud, con il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore, il presidente della RegioneMichele Emiliano e il sindaco di Bari e presidente di Anci Antonio Decaro.

Il Sud sta uscendo finalmente dalla crisi, la più lunga del dopoguerra. Come certificano i rapporti Svimez, nel 2016 per il secondo anno consecutivo l’economia ha fatto registrare un tasso di crescita maggiore rispetto a quello del Centro-Nord, con buone prospettive anche per il 2018. Il mercato del lavoro ha registrato segnali di ripresa che hanno consentito di recuperare negli ultimi tre anni 300.000 posti di lavoro. Certo, moltissimo c’è ancora da fare. Per questo serve una classe dirigente credibile e competente, che non basi il suo consenso su promesse irrealizzabili o che, ancor peggio, una volta eletto non mantenga l’impegno di rappresentare le istanze del territorio e le ambizioni di crescita della comunità. 
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A Lequile

Alle ore 18:00 sarà a Lequile, a Palazzo Andrioli Piazza S. Vito, insieme a Salvatore Capone per una iniziativa organizzata dal circolo cittadino del Partito Democratico.
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