Facoltà di Viticoltura ed Enologia

La nuova facoltà di “Viticoltura ed Enologia” istituita dall’Università del Salento offrirà incredibili occasioni di crescita per i ragazzi e per il nostro territorio perché abbraccia le ambizioni della Puglia enologica di qualità, per la quale abbiamo lavorato tanto e insieme, e può contare sul coinvolgimento diretto del mondo produttivo pugliese che, oggi, si presenta con una logica di filiera innovativa e vincente, come dimostrano i tanti risultati portati a casa.

Ne abbiamo parlato oggi presso l’Ecotekne, insieme a autorevoli relatori, nel dibattito in occasione della Settimana del Lavoro.
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Troppe irregolarità nei test d'ingresso per la specializzazioni mediche

Le irregolarità denunciate sono troppe e le prove d'esame non hanno rispettato i criteri previsti dal regolamento. Per questo ho presentato un'interrogazione al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per richiedere l'annullamento dei test per l’ammissione dei medici alle scuole di specializzazione e per rinnovare le procedure concorsuali.

Sarebbe doveroso farlo per provare a recuperare la fiducia da parte dei giovani che hanno pieno diritto di vedere assegnati i posti secondo un principio di “meritocrazia” ed evitare un costosissimo ricorso alla Giustizia Amministrativa da parte dei candidati, che sta già avvenendo, e che al di là di quello che potrebbe essere l’esito giudiziario, non restituirebbe mai integro il principio della trasparenza e della terzietà proprio alle Istituzioni.

Le prove effettuate non hanno rispettato termini e modalità previste dal regolamento approvato il 30 giugno 2014 con il Decreto Ministeriale n. 105. È stata appurata e denunciata la presenza di tastiere collegate a internet  in numerose postazioni e in alcune sedi sono stati addirittura utilizzati i computer portatili. L’elenco delle sedi delle prove non è stato pubblicato, come previsto, il 6 ottobre 2014 sul sito www.universitaly.it, ma la maggior parte delle sedi sono state comunicate ai candidati a partire dal giorno 20 ottobre 2014. Numerose le irregolarità: tra le più denunciate la presenza di cellulari in alcune sedi di esame, non ritirati prima dell'accesso in aula, ripetuti black out, molteplici mancati salvataggi della prova che hanno comportato la ripetizione della prova concorsuale.

Da ultimo, anche il settimanale “L’Espresso” in un recente articolo pubblicato l'11 febbraio 2015 a firma di Martino Villoso, ha denunciato "sedi non idonee, controlli non omogenei delle singole commissioni, router nascosti nei cappotti e pc collegati in rete durante le prove in alcuni atenei, foto che mostrano chiaramente come in certe aule i candidati fossero seduti a distanza ravvicinata tanto da costringere il Miur a sferzare le commissioni con una circolare dopo il primo giorno di test.... E, ancora, singole aule in cui tutti i candidati hanno totalizzato punteggi stellari e perfettamente combacianti, centinaia di black out e guasti ai computer che hanno consentito ai più fortunati di veder raddoppiato il tempo a disposizione per rispondere alle domande, "bachi" nel sistema informatico, punteggi affissi in graduatoria diversi da quelli visualizzati dai candidati al termine delle prove e ricorretti in fretta e furia solo grazie all'attenzione e alle proteste degli interessati".

Insomma ve ne è abbastanza perché il Ministro intervenga subito con chiarezza e trasparenza.
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Complimenti Nichi!

Complimenti Nichi Oggi Vendola è stato eletto per acclamazione presidente dell'assemblea generale di Nereus, il consorzio europeo che raccoglie Enti Pubblici, Enti di Ricerca, Imprese e Università impegnate nel settore delle tecnologie in ambito spaziale.

Un riconoscimento alle capacita del nostro Presidente.
Un riconoscimento al ruolo svolto dalla Puglia nel settore dell'aerospazio.

Ha detto Vendola: "le applicazioni spaziali possono essere utilizzate nei settori più diversi, dalla tutela e monitoraggio dell’ambiente, all’agricoltura, dalla protezione civile alla salute dell’uomo e in numerosi altri contesti.
Se volessi riassumere, quindi, il messaggio in un’equazione potrei dire:
spazio = innovazione = maggiore competitività e crescita = occupazione qualificata."

La Puglia che vogliamo, insomma.

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Dalla parte degli atenei pugliesi

Il Senato oggi ha approvato l’ordine del giorno che ho presentato per impegnare il governo nella ridefinizione del sistema di ripartizione delle risorse per gli atenei, in termini di punti organico.
E' un primo importante passo per annullare le differenze tra nord e sud del Paese e per aiutare gli atenei pugliesi, ingiustamente discriminati dai criteri fissati lo scorso anno.
Ora attendiamo il governo all'esame dei fatti concreti affinchè si riaffermino i principi costituzionali di eguaglianza, autonomia universitaria e sussidiarietà.
Tutti devono poter godere degli stessi diritti alla conoscenza.

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Università del Sud e punti organico

Primo firmatario della mozione
Il Senato,

premesso che:

il decreto ministeriale 9 agosto 2013, n. 713, recante "Criteri e contingente assunzionale delle Università statali per l'anno 2013", che ha definito la distribuzione del contingente di risorse, espresso in termini di punti organico, riportati nella tabella 1 allegata, ha determinato un'evidente disparità di trattamento fra gli atenei, condannando il sistema universitario meridionale ad un destino di marginalità e insignificanza;

i decreti attuativi del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di attribuzione di punti organico non tengono in alcun modo conto delle cessazioni intervenute nelle singole università nei periodi precedenti, ripartendo i punti organico spalmandoli sull'intero "sistema delle università statali", col risultato che alcune università, soprattutto quelle meridionali, possono assumere in una percentuale irrisoria rispetto alle quote alle stesse singolarmente spettanti, come previste nel comma 13 dell'articolo 66 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, la cui efficacia è stata depotenziata, determinando l'attuale insostenibile situazione, con l'introduzione, con l'art. 14, comma 3, del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del 2012, del comma 13-bis allo stesso decreto;

il 23 ottobre 2013 il Consiglio universitario nazionale così si esprimeva, relativamente alla ripartizione dei punti organico 2013: con tali criteri si favoriscono "in maniera considerevole gli Atenei che si trovano in una situazione economico-finanziaria molto solida, andando però a penalizzare un ampio numero di Atenei che si trovano in una situazione combinata di costo del personale e indebitamento comunque ritenuta positiva dallo stesso decreto legislativo n. 49 del 2012, (…) auspica di poter giungere a un momento di confronto fattivo con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca al fine di individuare possibili percorsi correttivi volti ad attenuare gli effetti palesemente sperequativi conseguenti all'applicazione dell'attuale modello di ripartizione";

la mozione congiunta dei rettori delle università di Puglia e Molise sugli ulteriori tagli alle risorse finanziarie assegnate agli atenei del Sud, afferma che "la distribuzione dei punti organico oscilla dal 6,84 per cento al 213 per cento del turnover degli stessi atenei";

gli indicatori utilizzati per il computo dei punti organico, basati sul rapporto tra le entrate complessive delle università, tra cui la contribuzione studentesca, e i costi fissi sono molto condizionati dal contesto socio-economico di ubicazione dei singoli atenei tenendo conto, in particolare, dell'elevato numero di studenti in condizioni di disagio che fruiscono di esenzioni o riduzioni della tassazione. Di conseguenza, anche alla luce dei cospicui tagli al Fondo di funzionamento ordinario (FFO) delle università, già effettuati negli anni precedenti, non sarà più possibile garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale standard qualitativi per consentire ai cittadini di fruire dello stesso diritto all'istruzione ed alla conoscenza, violando in tal modo il principio di uguaglianza;

ai fini della distribuzione di punti organico tra le differenti università, l'utilizzo di indicatori legati al bilancio di ateneo determina inevitabilmente un collegamento con la contribuzione studentesca e con la sua entità: tale parametro si scontra, in generale, con la difficile situazione economica del Paese e, in particolare, con quella delle aree socio-economiche più deboli;

l'articolo 8, comma 11, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 aprile 2001, nell'intento di assicurare l'effettiva fruizione del diritto allo studio costituzionalmente sancito, prevede che il Ministro definisca, nell'ambito delle quote aggiuntive per la parte premiale del FFO, specifici incentivi che tengano conto dell'impegno degli atenei nelle politiche per il diritto allo studio, con particolare riferimento all'incremento del numero degli esoneri totali rispetto all'anno accademico 2000/2001, all'esonero dalla tassa di iscrizione e dai contributi universitari degli studenti idonei non beneficiari di borsa di studio e dei contributi per la mobilità internazionale;

considerato che:

nel rapporto, approvato dalla 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato il 30 ottobre 2013, "si auspica che la distribuzione delle poche risorse disponibili per il rimpiazzo delle cessazioni non penalizzi pesantemente intere aree del paese aggravando gli squilibri territoriali proprio in un campo strategico come l'alta formazione e la ricerca";

la discrezionalità nell'attribuzione dei criteri per la definizione dei punti organico 2013, che determina un'eccessiva esiguità del contingente assunzionale destinato agli atenei del Sud, impedirà di fatto gli atenei meridionali di poter assumere i propri migliori scienziati e docenti, mentre di contro altri atenei potrebbero contare su un surplus di punti organico con l'effetto inevitabile di costringere alcuni atenei meridionali alla chiusura o, in alternativa, determinarne un declassamento ad università di "serie B",

impegna il Governo:

1) a modificare il decreto ministeriale 9 agosto 2013, n. 713, prevedendo un costo standard unitario di formazione per studente, da determinarsi anche in riferimento ai "differenti contesti economici, territoriali e infrastrutturali in cui opera ogni singolo ateneo", come previsto dall'art. 8 del decreto legislativo n. 49 del 2012, prevedendo altresì l'introduzione di un correttivo al riparto delle risorse, avendo riguardo agli imprescindibili indici di deprivazione sociale elaborati dall'Istat;

2) a ripristinare la cosiddetta clausola di salvaguardia con cui nel 2012 è stato previsto, per ogni università, al massimo il 50 per cento dei punti organico relativi alle cessazioni dei rapporti di lavoro dell'anno precedente (art. 2, comma 1, lettera a), del decreto ministeriale n. 297 del 2012), in piena conformità con la vigente normativa (art. 7, comma 6, del decreto legislativo n. 49 del 2012);

3) ad applicare la finora disattesa disposizione, recata dall'art. 8, comma 11, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 aprile 2001, nell'intento di assicurare l'effettiva fruizione del diritto allo studio costituzionalmente sancito;

4) a introdurre la disposizione, già vigente in materia sanitaria dal 2004 al 2010, per effetto della quale le spese del personale docente e tecnico-amministrativo in regime di convenzione con il Sistema sanitario nazionale sono state ricomprese solo per due terzi tra quelle fisse obbligatorie di ateneo (per il 2004, art. 5, comma 2, del decreto-legge n. 97 del 2004, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 143 del 2004), considerando che i docenti dei dipartimenti di Medicina, oltre alla ricerca scientifica e didattica, svolgono un'importantissima funzione di assistenza sanitaria a beneficio dell'intera collettività.

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In Puglia l'istruzione non è di serie B. Governo elimini norma ingiusta

Ho sentito il dovere di intervenire, con una mozione, nella delicata vicenda scaturita dal DM n. 713 del 9 agosto scorso. Gli Atenei pugliesi sono discriminati dai criteri di ripartizione dei Punti Organico e, dunque, il governo ha il compito di ripristinare il principio di uguaglianza e gasrantire pari diritto di studio anche al Sud.
Il DM ha definito la distribuzione delle risorse, in termini di Punti Organico, determinando un’evidente disparità di trattamento fra gli atenei, condannando il sistema universitario pugliese ad un destino di marginalità. L’eccessiva esiguità del contingente assunzionale destinato al Sud, infatti, impedirà agli atenei meridionali di assumere i propri migliori scienziati e docenti, mentre altri atenei potrebbero contare su un surplus di punti organico con l'effetto inevitabile di costringere alcune strutture alla chiusura o al declassamento ad Università di serie B.
Sull’alta formazione e la ricerca si gioca il destino dei nostri territori.
E’ un’ingiustizia che merita un intervento non più rinviabile. E’ necessario adottare diversi criteri di ripartizione prevedendo un costo standard unitario di formazione per studente, che va determinato anche in riferimento ai differenti contesti economici, territoriali e infrastrutturali in cui operano in diversi atenei. Una variabile importante è l’elevato numero di studenti in condizioni di disagio che fruiscono di esenzioni o riduzioni della tassazione. Si ricorra, in alternativa, agli indici di deprivazione sociale elaborati dall’Istat.
Non è giusto che a tutti gli Atenei pugliesi si assegnino 11,28 Punti organico mentre Bologna da sola ne ottenga circa 40, o che tutte le Università meridionali ne ricevano al massimo 70, cioè quanti quelli di Bologna e Milano messe insieme. Si modifichi dunque quel DM per correggere gli effetti distorsivi e la sperequazione che produce a totale ed esclusivo svantaggio delle Università della nostra terra e per riaffermare i principi costituzionali di eguaglianza, di autonomia universitaria e di sussidiarietà affinché tutti, al Nord come al Sud, possano godere degli stessi diritti alla conoscenza.

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