Xylella, focus torni su contenimento

Condivido, di seguito, la mia lettera inviata a Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole e Forestali ma aperta a tutto il mondo politico.

Gentile Ministro, Caro Maurizio,

torno a scriverTi, dopo aver appreso la notizia di nuovi focolai di Xylella Fastidiosa nella zona del brindisino, precisamente a Ceglie Messapica (in zona di contenimento), Cisternino e Ostuni (in zona cuscinetto), episodio che desta non poche preoccupazioni su un significativo nuovo avanzamento del batterio in altre aree della Puglia.

Voglio condividere con Te, che dall'inizio hai seguito con attenzione l'evoluzione del fenomeno, e anche con il resto del mondo politico, quella che reputo essere ormai la necessità di ribadire una consapevolezza: la Xylella non è la fantasia di qualcuno, né una suggestione. La Xylella è un fatto vero, accertato, che sta continuando, purtroppo, a procurare danni al patrimonio olivicolo, alle nostre produzioni salentine e a minacciare nuove zone della puglia e del paese.

Quello che mi permetto, pertanto, di tornare a rivolgerTi è l'invito ad uno sforzo collettivo: occorre, prima di ogni altra cosa, lavorare per superare la fase della ricerca affannosa dei colpevoli e smetterla di inseguire, e assecondare, i populisti e le più disparate tesi complottistiche. Bisogna superare le incertezze che, purtroppo, hanno sin qui caratterizzato l'azione degli organismi preposti alla gestione di questa drammatica vicenda.

La politica ha una grande responsabilità e siamo chiamati, tutti, a farcene carico. Dobbiamo dimostrare maturità e capacità di evitare che una discussione tecnico-scientifica, come quella sull'avanzamento di un patogeno, si trasformi in un tema strumentale a interessi di parte, come fino ad oggi in massima parte è accaduto.

È tempo che la politica smetta di introdursi nella valutazione dei risultati scientifici e che, quindi, torni nelle mani della relativa comunità.

Detto in modo ancora più chiaro: noi non siamo "deputati" ad individuare la cura del batterio. Questo spetta chiaramente alla scienza.

Semmai siamo chiamati a trovare, da una parte, una soluzione ai problemi che il batterio sta procurando agli agricoltori ed ai vivaisti di quei territori, oltre che complessivamente al patrimonio ambientale e paesaggistico, recuperando le risorse necessarie a fronteggiare un fenomeno che rischia di diventare irreversibile anche da un punto di vista sociale. E, dall'altra, a fornire adeguate risorse alla comunità scientifica affinchè possa trovare una cura a questo patogeno.

Solo in tal modo la politica contribuirebbe a restituire credibilità alla scienza, colpita, nel caso, dal diffondersi di teorie antiscientifiche infondate e da qualche scelta amministrativa distratta.

Non possiamo più permettere che l'oggetto delle nostre discussioni continui ad essere esclusivamente l'autorizzazione al reimpianto o il divieto di espianto degli ulivi monumentali. Battaglie legittime - per carità - ma che di fatto hanno finito per saturare il campo dell'effettiva battaglia per fermare l'avanzamento del batterio che, nel frattempo, ha ampiamente valicato i confini originari.

Il governo si faccia carico, quindi, della necessità di riportare la discussione sugli interventi da operare per evitare il dilagare del fenomeno, sulle attività di monitoraggio e contenimento; focus che sono stati letteralmente messi da parte dal momento in cui si è deciso di abbandonare il piano Silletti, elaborato - è bene ricordare - con il supporto della scienza nella piena osservanza delle norme comunitarie e nazionali che regolano la complessa materia delle fitopatie.

Occorre lavorare tutti insieme ad una azione collettiva che ha certamente bisogno di risorse adeguate ma anche di una nuova consapevolezza e di un coinvolgimento dell'intera comunità perché il ruolo di chi rappresenta le istanze dei cittadini non può certamente essere quello di dividere in fazioni la popolazione.

Sono fiducioso che Tu voglia condividere queste mie riflessioni facendoTi promotore di un nuovo approccio, magari avviando da subito un tavolo di raccordo tra Ministero, Regione e deputazione parlamentare pugliese per condividere un percorso comune e strutturato. Personalmente, come credo tutta la deputazione pugliese, sarò al Tuo fianco. 

Cordiali saluti.

Dario Stefàno

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Dalla Grecia ennesima prevaricazione su agricoltura pugliese, Martina dov'è?"

Alcuni deputati Greci hanno chiesto al proprio governo un immediato blocco delle importazioni di vegetali dalla Puglia. Si sta per consumare l'ennesima prevaricazione ingiustificata nei confronti della Puglia. E non possiamo più tollerare questo atteggiamento.
L'Europa deve immediatamente trovare un rimedio a un processo che rischia di avere ricadute devastanti sull'economia pugliese, già duramente provata, ponendo fine a una pericolosa deregolamentazione che permette agli Stati membri di agire con troppa autonomia a danno di altri territori, imponendo embarghi immotivati da un punto di vista scientifico.
Mi sarei aspettato un atteggiamento più determinato da parte del Governo italiano sui tavoli UE. Non vorrei che passasse l'idea che il Governo all'Expo celebra, giustamente, l'agroalimentare italiano mentre al sud lascia il mondo agricolo in balìa di una grave emergenza e di attegiamenti sleali o di speculazione commerciale da parte di singoli stati UE.
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Xylella, la mia lettera a Martina

Onorevole Maurizio Martina,

non nascondo come, la natura e le ragioni che mi portano a indirizzarTi questa mia nuova lettera, presentino quei caratteri di particolare gravità ed importanza che, purtroppo, tendono a contraddistinguere le situazioni emergenziali quale è appunto la diffusione della Xylella nel mio amato Salento.

         Torno a scriverTi, infatti, sotto la specie di APPELLO perchè intendo invocare la Tua spettabilissima funzione affinchè sia intrapresa in modo forte e deciso la difesa e la tutula degli interessi di un intero territorio martorizzato da questa epidemia.

         Le scelte e gli intendimenti che sembrano voler essere assunti e perseguiti dalla Commissione Europea non fanno altro che destare ulteriore e, se possibile, ancora maggiore preoccupazione ad un intero territorio. L'ipotesi per come ventilata di voler bloccare qualsiasi movimentazione di oltre 150 piante ritenute specie ospiti di Xylella a livello mondiale nella regione Puglia, se da un lato appare quale espressione di una cieca e irrazionale logica che non tiene nel minimo conto il tanto e buon lavoro scientifico svolto fino ad oggi dalle Istituzioni coinvolte, dall'altro incendierebbe ulteriormente uno scenario già di per sè drammatico, conferendogli le caratteristiche di un vero e proprio collasso di un intero assett strategico non solo di livello regionale ma che - come non mi stancherò mai di ribadire - presenta una specificità distintiva tale da rendere il Salento il nome proprio della vocazione e cultura agricola in Italia, di cui il patrimonio paesaggistico, pesantemente messo a rischio da questa fitopatia, è solo ombra del suo vero tesoro e valore.

         Come ben saprai, sono stato tra i primi a riconoscere la necessità di porre in essere misure importanti e imponenti tali da limitare e calmierare la diffusione di questa infezione, ma allo stesso tempo non posso permettere che la Commisione Europea commetta il suo solito errore che, giustamente, la fa additare quale soggetto privo di anima e cieco esecutore di una grigia burocrazia, ossia che vengano applicate e perseguite misure ulteriormente nocive al nostro territorio.

         L'APPELLO che Ti rivolgo con sincero e sentito trasporto è, dunque, l'invito a rafforzare la posizione dell'Italia in ambito comunitario su tale emergenza, affinchè siano adeguatamente tutelati gli interessi economici del nostro Paese nonchè debitamente e ragionevolmente indirizzate le decisioni di natura fitosanitaria da parte della Commissione Europea, alla luce dei quei significativi risultati tecnico-scientifici finora ottenuti, e, quindi, a trovare strumenti e risorse adeguati per indennizzare quanti non riusciranno a preservare la propria attività dall'aggressione di questa epidemia.

         Sono a conoscenza, anche da notizie stampa, che una sensibilizzazione di tale natura Ti sia stata rivolta anche dal Presidente Vendola, chiedendoTi un impegno verso la deputazione parlamentare europea, che sono pronto a condividere nelle forme che Tu riterrai più opportune.

         Resto, pertanto, in attesa di un cortese riscontro circa le azioni che intenderai assumere in ambito nazionale ed europeo per contrastare efficacemente l'emergenza fitosanitaria in atto, sottraendola alla superficialità con la quale l'UE intende continuare ad approcciarsi a tale problema, e Ti porgo i miei più

Cordiali Saluti

Dario Stefàno

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Caro Sergio, contrastiamo insieme la Xylella

Caro Sergio,
l'amore che nutro per la nostra terra ed il mondo agricolo non possono che farmi apprezzare lo spirito del tuo appello e raccoglierne l'invito.
Ciascuno deve offrire il proprio contributo, come giustamente sostieni, a partire proprio dalla politica perché l'emergenza Xylella rischia di incidere in maniera indelebile sulle nostre comunità, distruggendo la storia e la cultura di un territorio bellissimo, cancellandone il paesaggio unico insieme alle speranze di reddito e di futuro dei tanti olivicoltori.

Per questo, alle tue raccomandazioni vorrei aggiungere delle osservazioni, condividendo con te e con tutti i pugliesi alcune riflessioni sui possibili interventi.
Ma ancor prima vorrei fosse chiaro un principio: la politica deve intervenire, senza alcuna esitazione, creando le condizioni per mettere in pratica ciò che la scienza, e solo essa, ha la capacità e il dovere di indicare come soluzioni e rimedi.

Un primo dato su cui riflettere è la assoluta incapacità del sistema di protezione europeo dalle fitopatie provenienti da tutte le parti del mondo. Siamo infatti vittime di una regolamentazione comunitaria che non ci ha saputo proteggere dall'introduzione di un batterio da quarantena tra i più pericolosi della lista EFSA. Così come non ha saputo farlo in tante circostanze analoghe, per fitopatie che hanno colpito le palme, i castagni, gli agrumi, i kiwi.

Questa Europa di burocrati non si dimostra capace di analizzare le proprie debolezze ma, al contrario, tende sempre a trasformare le proprie responsabilità in obblighi per i Paesi membri e i territori.

Oggi, oltre a veder distrutte le colture e ridotto drasticamente il reddito degli olivicoltori, siamo chiamati a sostenere i costi di un’attività di contenimento del batterio pesantissima, non solo dal punto di vista economico.

Il secondo aspetto riguarda l'atteggiamento degli altri Paesi, nostri partener europei.
È evidente, infatti, che per ragioni non solo fitosanitarie ci sono Paesi concorrenti all'Italia che minacciano blocchi anche all'importazione di piante non interessate dall'infezione batterica, come la vite, che arrecherebbero danni ingenti a interi settori economici, come il vivaismo.

La terza riflessione riguarda la concreta possibilità di risarcimento agli agricoltori e ai vivaisti così gravemente colpiti dalla calamità.
A causa delle dimensioni dell'area colpita e della necessità di azioni di contenimento della malattia, l’entità del danno economico si profila insostenibile se pensiamo all'impatto sul bilancio regionale o su quello nazionale, che pure dovranno fare la loro parte.

L'UE dovrebbe intervenire così come ha dimostrato di fare in occasione di altre emergenze: ricordo il caso della aviaria, o la vicenda legata all’infezione da "escherichia coli" per l'ortofrutta o ancora il recente embargo russo. E non occorre osservare che non vi è attualmente una base giuridica che consenta di intervenire. Ecco perché credo sia dovere della politica individuare soluzioni utili a fronteggiare questa grave calamità e introdurre strumenti normativi adeguati.

Già da tempo, senza però ricevere adeguato sostegno politico, mi sono fatto promotore della richiesta di introduzione di tre norme che potessero almeno alleviare le sofferenze del settore: una per estendere i benefici previsti per le calamità naturali alle fitopatie, la seconda per svincolare dal patto di stabilità le risorse impegnate dai Comuni e dalla Regione per le attività di contenimento della malattia e la terza per ottenere l'esenzione dell'Imu agricola per i terreni olivetati in area infetta. Proposte emendative che, però, si sono infrante sui maxi emendamenti del Governo oppure hanno ricevuto una censura della V Commissione giustificata dalla non pertinenza delle materie.

Alla luce dei fatti, per risolvere i problemi, occorrono maggiori sforzi dal Governo e dai partiti che lo sostengono e maggiore partecipazione e incisività dell'Italia nelle sedi parlamentari europee che ancora si dimostrano distratte su temi così importanti.

Lascio queste riflessioni al giudizio dei pugliesi e soprattutto al tuo, con la speranza che potrai aiutarmi a condividerle con gli amici e i rappresentanti istituzionali al Governo nazionale e nelle sedi europee del tuo partito politico.

[in risposta all'appello di Sergio Blasi]

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Porterò il dossier sulla Xylella Fastidiosa a Bruxelles da Borg e Barroso

Ho inviato una lettera a Tonio Borg e Josè Manuel Barroso, rispettivamente Commissario Europeo per la Salute e Presidente della Commissione Europea.
Ho intenzione di incontrarli di persona a Bruxelles per consegnare loro un dossier sulla "Xylella Fastidiosa" che sta colpendo gli ulivi in Puglia.
Sarà importante il contributo dell'Unione Europea, in termini di sostegno scientifico e economico, a quanto già fatto dalla Regione Puglia.
Sono convinto che sia possibile contrastare nella fase iniziale il propagarsi di questo batterio e che su questa vicenda possano trovare applicazione i regolamenti comunitari cui si è fatto ricorso in passato per vicende analoghe.

In allegato il testo della lettera che ho inviato.


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Ulivi in Puglia, no a divisioni per appartenenze politiche su un'emergenza che investe tutti.

L'iniziativa a difesa degli ulivi promossa dai Senatori pugliesi del PDL si sovrappone (appena qualche ora dopo) al mio invito rivolto anche a loro per portare in Parlamento, con una sola forte voce, il messaggio della nostra Puglia, in modo da affrontare l'emergenza con tutte le energie disponibili, a prescindere dalle appartenenze politiche.
Sarebbe stato sufficiente (e più utile alla causa) convergere sugli emendamenti con un'impostazione condivisa e sostenuta dagli organismi titolati, Regione e Osservatorio Fitosanitario Regionale, anziché promuovere un'altra azione parallela. Ad essere maliziosi, si potrebbe pensare che l'atteggiamento dei colleghi del PDL sia, ancora una volta, ispirato da un fine differente dalla soluzione di un'esigenza vera e forse solo destinato ad ottenere visibilità.
A tal proposito, sarei curioso di conoscere la copertura finanziaria al loro emendamento, nella speranza che non sia solo un gioco interno alle questioni PDL o al più l'ennesimo tentativo per mascherare la superficialità con cui il Governo sta affrontando la vicenda pugliese.
Sono francamente dispiaciuto perché rischia di trasformarsi in un'altra occasione persa. Avrei preferito da parte loro una riflessione più approfondita e serena dopo il mio appello, e anche una discussione della proposta. Purtroppo, hanno preferito invece dare al territorio e ai cittadini l'immagine di una politica ancora una volta divisa, di parte, su un'emergenza che accomuna invece tutti.

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Emergenza ulivi, sostenete i miei emendamenti al DL Stabilità per aiutare la Puglia

Il mio è un appello affinchè tutti i senatori pugliesi si impegnino a sottoscrivere gli emendamenti al DL Stabilità per reperire adeguate risorse finanziarie, necessarie a fronteggiare l’emergenza della moria degli ulivi che ha aggredito l’intera area olivicola della provincia di Lecce.
Serve un intervento sinergico e congiunto, senza distinzioni e appartenenze, per contrastare il diffondersi della malattia che oggi ha colpito gli ulivi in Puglia ma che potrebbe in futuro interessare anche altre colture. Un'emergenza che per la sua gravità assume rilievo nazionale, in termini di impatto ambientale ed economico.
Gli emendamenti che ho predisposto per il DL Stabilità 2014 hanno già registrato l’adesione della rappresentanza agricola ma è importante che dalla Puglia giunga una sola, forte, voce, perché corriamo un grosso pericolo: quello di vedere compromesso il patrimonio olivicolo pugliese, che ha connotato e caratterizzato il paesaggio storico della nostra terra, ma anche che il batterio proveniente da altri Continenti possa presto diffondersi nel resto d'Italia o addirittura in Europa.
Per questo è necessario e urgente un intervento straordinario, commisurato alla gravità della situazione per bloccare sul nascere o, quantomeno, governare l'emergenza. Sono certo che l'impegno in prima persona, da parte di tutti, possa avere risvolti positivi e possa spingere verso lo stanziamento di adeguate risorse nazionali (ma anche europee) da destinare alla ricerca scientifica e alla prima eradicazione del batterio, oltreché verso interventi di sostegno economico ai territori già colpiti.

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La moria degli ulivi nel Salento è un caso di rilievo ormai nazionale

Ho presentato un'interrogazione urgente al Ministro delle Politiche Agricole sul fenomeno di disseccamento rapido degli ulivi, riscontrato nell’area olivicola della provincia di Lecce. C’è il rischio che la malattia che sta mettendo in ginocchio l’economia salentina, si diffonda dalla Puglia nel resto d’Italia o addirittura in Europa.
La normativa comunitaria impone al Governo di intervenire nei casi di ritrovamento di patogeni da quarantena, come avvenuto in Salento. Dunque, non si può più perdere tempo, considerato peraltro che l’emergenza fitosanitaria manifestatasi in Puglia, per la sua estensione e gravità, travalica i confini regionali, assumendo, per la portata delle conseguenze in termini ambientali ed economici, un rilievo nazionale”.

Ci piacerebbe conoscere l'entità delle risorse che il Ministero intende stanziare per gli interventi di ricerca ed eradicazione del patogeno e di sostegno ad un’economia che subirà, nelle migliore delle ipotesi, un forte rallentamento se non addirittura un arresto.

Quali misure urgenti intende adottare per affiancare le azioni già messe in campo dalla Regione Puglia al fine di evitare che il Salento possa rappresentare la porta d’accesso del batterio proveniente da altri Continenti verso il resto d’Italia o, addirittura, verso l’Europa?

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