Facoltà di Viticoltura ed Enologia

La nuova facoltà di “Viticoltura ed Enologia” istituita dall’Università del Salento offrirà incredibili occasioni di crescita per i ragazzi e per il nostro territorio perché abbraccia le ambizioni della Puglia enologica di qualità, per la quale abbiamo lavorato tanto e insieme, e può contare sul coinvolgimento diretto del mondo produttivo pugliese che, oggi, si presenta con una logica di filiera innovativa e vincente, come dimostrano i tanti risultati portati a casa.

Ne abbiamo parlato oggi presso l’Ecotekne, insieme a autorevoli relatori, nel dibattito in occasione della Settimana del Lavoro.
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Disporre garanzie anche per i docenti GAE

Come se non bastasse, dopo i disagi procurati nei confronti di numerosi docenti che, nonostante anni di sacrifici, sono costretti a trasferimenti a centinaia di chilometri pur di tenersi stretto il posto di lavoro, ora abbiamo dinanzi un nuovo dramma che investe i docenti inseriti nelle Graduatorie a Esaurimento (GAE), per i quali chiedo oggi al governo, attraverso un'interrogazione al Ministro Giannini, di offrire garanzie concrete ai fini dello scorrimento della graduatoria provinciale previsto sia per il turnover che per gli incarichi a tempo determinato.

Molti docenti appartenenti alle GAE hanno deciso di non presentare domanda di partecipazione al piano di assunzioni straordinario, previsto dal governo con la legge 107 del 2015, perché preoccupati dalla variabile relativa alla mobilità e al trasferimento anche a centinaia di chilometri di distanza dalla provincia di residenza. Una condizione, questa, che è stata, fortunatamente, un po' migliorata solo successivamente all'approvazione dell'emendamento Puglisi che ha previsto una sorta di garanzia sulla destinazione di assegnazione del ruolo ai docenti neoassunti delle fasi B e C con l'intento quindi di mettere una toppa su quello che è un vero e proprio buco più volte dalle opposizioni denunciato e previsto.

Dunque occorre che il governo assuma iniziative anche per non mortificare le aspettative, legittime, che i docenti GAE nutrono e che sono, in molti casi, alla base della scelta di non partecipare al piano di assunzioni straordinario.

L'istruzione è un tassello fondante e fondamentale nel nostro Paese. Il governo ha l'obbligo di mettere tutti i docenti nelle migliori condizioni per esercitare una delle funzioni più belle e strategiche per il futuro della nostra società.

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Il Times di Londra parla del ddl Storia e Civiltà del Vino

Il Times di Londra parla del disegno di legge "Storia e Civiltà del Vino" a mia firma. Di seguito l'articolo completo.

Lessons for children as young as six would cover the history and culture of wine making

Italian schoolchildren as young as six may receive weekly lessons about wine, thanks to a new bill in the Italian parliament.

As members of parliament start debating the plan, schools in Brescia in northern Italy are already learning about the country’s wine culture following an initiative launched by a group of growers and tasters, while local politicians in Puglia hope to start lessons in the autumn.

“Italy is now the biggest wine producer in the world, it is our history, and we should be happy and proud to teach our children about it,” said Dario Stefano, the senator who introduced the parliamentary bill.

Lessons would cover the history and culture of wine making, he said, adding: “Every Italian region makes wine so it is one thing that unifies us.”

There would be no tastings in the classroom though, he said. “We are not telling them to drink, but we hope that teaching the history of wine will show them how to use it, not abuse it.”


The bill, which envisages lessons for children aged six to 13, has been supported by Attilio Scienza, a professor of wine culture at the University of Milan, who said that too many Italian youths were now drinking to get drunk.

“Families have lost the habit of drinking wine together,” he said. “Let’s put wine back in homes, and into schools, because you don’t drink to get drunk, it is the origin of our identity.”

Similar schemes in France had cut down on alcoholism dramatically, he said. The pilot scheme in Brescia included children being taught about Greek and Roman wine drinking and the role of wine in the plots of Italian operas.

“We teach how wine, along with bread and olive oil, is central to the Italian diet,” said Vito Intini, a wine-taster who leads the consortium behind the schools initiative, which includes wine producers and the Slow Food movement.

“We are not promoting wine sales, we just want to link wine and culture,” he said. “There will be no tastings, since we believe the body can’t metabolise alcohol before 17 years of age.”

Mr Intini said the growing number of Muslim schoolchildren in Brescia had not protested about the wine lessons. “We are teaching history and the Muslim kids have been fascinated by it,” he said.

Per consultare l'articolo sul sito del Times, clicca qui.

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PORTIAMO LA STORIA DEL VINO NELLA SCUOLA

Stamattina la presentazione in conferenza stampa al Senato del disegno di legge a firma Stefàno per l'introduzione dell'insegnamento obbligatorio della disciplina “Storia e Civiltà del vino” nelle scuole primarie e secondarie, di primo e di secondo grado.

Con Stefàno hanno partecipato Scienza (Università Cattolica del Sacro Cuore), Cotarella (Assoenologi), Castelletti (Unione Italiana Vini) e Marinucci (Federvini)

Roma, 24 marzo 2016

"Non esiste pezzo di storia del nostro Paese che non incroci vicende legate all'uva e al vino. Dobbiamo iniziare a raccontare l'Italia anche attraverso le peculiarità identitarie che hanno accompagnato tutti i passaggi della storia più importanti. E' venuto il momento che l'Italia introduca come disciplina obbligatoria, e quindi a pieno titolo, "Storia e la Civiltà del Vino" nel patrimonio di conoscenze basilari dei nostri ragazzi". Sono le parole del senatore Dario Stefàno, componente della Commissione Agricoltura del Senato, che ha presentato questa mattina, in conferenza stampa a Palazzo Madama il suo disegno di legge per introdurre l'insegnamento obbligatorio di "Storia e Civiltà" del vino nelle scuole primarie e secondarie, di primo e secondo grado.

L’Italia, dopo lo storico sorpasso sulla Francia, è oggi il primo produttore al mondo ed è tempo che recuperi anche il gap culturale, formando i propri ragazzi attraverso uno dei suoi principali tratti identitari.

"Non si tratta – ha sottolineato il senatore - di irrobustire la formazione tecnica nelle scuole professionali, che pure è necessario fare e con tempestività, ma di contribuire a formare il patrimonio di cultura generale e del sapere delle nuove generazioni, attraverso il racconto del ruolo del vino e dell'uva nelle pagine di storia del nostro Paese. Elementi che oggi sono senza dubbio ambasciatori della nostra cultura nel mondo. Mi auguro che già dal prossimo anno si possano avviare dei progetti pilota coinvolgendo due o tre regioni in Italia, penso ad esempio anche alla Puglia".

“La consapevolezza nasce dalla conoscenza, dal sapere che – ha proseguito Stefàno – si apprende già da piccoli. L’Italia vitivinicola è un giacimento inestimabile, a livello ampelografico e paesaggistico, così come culturale e di tradizioni popolari, da conoscere e imparare a difendere e valorizzare, sin da bambini. Centinaia di differenti vitigni autoctoni, vigneti storici, veri monumenti naturali e culturali, costituiscono il cuore di una biodiversità unica al mondo, di un patrimonio che è fonte di lavoro, occupazione e reddito che si presta in modo mirabile all’ innovazione, ad essere potente fonte di investimento per le giovani generazioni”.

Alla conferenza stampa, nella Sala Nassyria di Palazzo Madama, con il senatore sono intervenuti Attilio Scienza, professore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, Paolo Castelletti, segretario generale Unione Italiana Vini e Isabella Marinucci, responsabile Area Vini di Federvini.

"Si è persa l'abitudine - ha detto Scienza - di consumare vino in famiglia, i ragazzi attorno ai 15 anni consumano alcol almeno 1 volta a settimana, ma fuori casa. E lo fanno con la logica dello sballo. Riportiamo il vino nelle case, nelle scuole, nell'alveo della cultura mediterranea perché il vino non si beve per ubriacarsi, è origine dell'identità e dell'appartenenza. Facciamolo ritornare ad essere una bevanda popolare. Oltre a raccontare il vino come elemento pregnante della nostra storia, dobbiamo comunicare l’idea che il vino è un elemento fondamentale dei popoli mediterranei. Bere non deve essere una gratificazione fisica, ma culturale e quindi occorre scoprire la storia che c’è dietro al vino. Questo abbiamo smesso di trasmetterlo ai giovani, tornare a farlo a scuola è una prima tappa di un processo che deve essere sviluppato".

"Il vino italiano rappresenta, come nessun altro prodotto, il nostro Paese nel mondo- ha sottolineato Cotarella -. In Italia ci sono più vini che campanili, è una ricchezza tipicamente italiana, una trasversalità territoriale e varietale unica al mondo. Attualmente si riscontra un aumento del livello culturale di chi si avvicina al vino. Il vino si approccia prima con la mente e poi con i sensi. Occorre bere con intelligenza, nonché sapere del vino. E' il mezzo attraverso il quale si soddisfano, con la cultura, i sensi e la mente. Insegnare il vino nelle scuole significa anche insegnare il valore di bere con intelligenza e moderazione”.

"E' una iniziativa - è intervenuta Marinucci - che già da queste primissime battute ha raccolto il plauso del mondo dei produttori e un sostegno totale e trasversale, perché consentirà di trasmettere ai più giovani il valore del consumo culturale del vino. Bene la sperimentazione di progetti pilota, utile anche perché propedeutica a un eventuale adattamento dei programmi nazionali”.

"Questo disegno di legge - ha detto Castelletti - è un testo importate dalla doppia valenza. Alla promozione del patrimonio storico e sociale associa una possibile rilevante azione. Come riportato nella relazione sui problemi collegati all'alcol, predisposta dal Ministero della Salute, l'età del primo "sballo" è vertiginosamente scesa a 12/13 anni e questo disegno di legge può contribuire in modo significativo a contrastare e ridurre fenomeni distorsivi già in atto".

ALLEGATI: Testo ddl e foto della conferenza stampa sono disponibili al seguente link: https://www.dropbox.com/sh/yzcg5umkkeq8pfp/AADM0XZrHRFzNhvW7GKu-OOba?dl=0
(E' possibile scaricare i contenuti anche senza avere un account dropbox, bypassando il pop up di accesso)

Per ulteriori info: Alberto Cazzato 3490662161 - Rosaria Bianco 3286278924

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Si coglie l’occasione per augurare a tutti voi Buona Pasqua
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Giovedi 24 Marzo - Conferenza Stampa DDL Stefàno

Il senatore Dario Stefàno presenterà il Disegno di Legge a sua firma per l'istituzione dell'insegnamento obbligatorio della disciplina "Storia e civiltà del vino" nelle scuole primarie e secondarie, di primo e di secondo grado.

“L’Italia è da sempre la patria del vino – spiega il senatore Stefàno - nel testa a testa storico con la Francia siamo tornati ad essere il primo Paese produttore di vino al mondo, non solo per quantità. La nostra stessa storia è intrecciata fittamente con quella del vino. L’Italia enologica è una fotografia culturale, economica e sociale che lascia senza fiato: una sconfinata distesa di viti che dalle Alpi arriva al Sud e alle Isole. Colline, montagne, mare: il paesaggio italiano in tutte le sue declinazioni, è stato disegnato dalla vite, dalla sua coltivazione, dalla sua diffusione. In ogni regione del nostro Paese si coltiva, da sempre, la vite ed ognuna di essa possiede varietà differenti di vitigni autoctoni: tantissime varietà di uve, millenarie tradizioni culturali e produttive, e una immensa produzione enologica costituiscono un patrimonio unico al mondo. È giunto il momento che anche l’Italia, nell’orgoglio di questa storia e di questo primato, promuova una maggiore consapevolezza e conoscenza, a cominciare da piccoli, dalla scuola dell’obbligo”.

La Conferenza Stampa di presentazione del disegno di legge "Istituzione dell'Insegnamento di Storia e Civiltà del Vino" si terrà il prossimo giovedì 24 marzo alle ore 11:30 presso la Sala "Caduti di Nassirya" del Senato della Repubblica all'ingresso di Piazza Madama. Alla presentazione interverranno: Attilio Scienza, Professore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Riccardo Cotarella, Presidente Assoenologi, Domenico Zonin, Presidente Unione Italiana Vini e Sandro Boscaini, Presidente Federvini.

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