Italicum, la posta in gioco è molto alta

La posta in gioco è alta, altissima. Lo sa bene il premier. Lo sa il Pd. E lo sa l’intero Paese. Matteo Renzi nella sua corsa verso la poltrona di primo ministro ha puntato, se non tutte, certamente il grosso delle sue fiches sulla riforma (e in tempi brevi) della legge elettorale. Ora che su quello scranno è riuscito ad arrivarci, la sfida si rivela per quella che è sempre stata, tanto più alla luce della maggioranza ricercata ed ottenuta per la fiducia al suo esecutivo. E cioè ardua. Una sfida che ora si veste anche di incomprensibilità, se non di illogicità e, secondo molti esperti, di incostituzionalità. Mi riferisco alla “trovata”, che si è provato a far passare agli occhi dell’opinione pubblica come “accordo” - ma rimane a mio avviso una trovata - di due leggi diverse per Camera e Senato, in un sistema politico bicamerale come il nostro. Le due Camere possono certamente avere sistemi elettorali diversi, purché ispirati alla stessa logica. Ma qui siamo in un campo ben diverso.

È indubbiamente difficile riuscire a garantire un ragionevole equilibrio fra rappresentanza e governabilità, ma la soluzione trovata finirebbe per sacrificare la rappresentanza, senza però garantire maggiore governabilità. Né l’una, né l’altra, insomma. Poiché il rischio è quello di avere maggioranze diverse fra Camera e Senato.

Certo, si dirà che il Senato sarà svuotato dei suoi attuali ruoli e funzioni. Appunto, sarà. E questo tempo futuro custodisce per intero le incognite di ciò che potrebbe o non potrebbe accadere. Insomma: si può metter giù la riforma delle riforme facendo finta che il Senato sia stato già esso stesso oggetto di riforma? Non sarebbe stato più saggio procedere per primo con la riforma costituzionale che ridisegni la geografia delle istituzioni?

E poi: una riforma della legge elettorale che si definisca tale e che voglia evitare di essere monca già in partenza non dovrebbe affrontare anche  il tema - centrale – del conflitto d’interesse? Da questo dipenderebbe  la possibilità di preservare la genuinità dell'azione parlamentare e delle funzioni di governo.

Provo a leggere i giornali di questi giorni sforzandomi di comprendere tra le righe gli avvenimenti, le dichiarazioni, i commenti, gli annunci. Ma non riesco a coglierne il senso. Il placet di Berlusconi forse si può giustificare col mero calcolo di opportunismo del Cavaliere, poiché la scarsa governabilità post voto si tradurrebbe senza dubbio in future ed ulteriori larghe intese, che gli consentirebbe di “vivacchiare” politicamente. Non riesco a comprendere però le motivazione politiche del Pd, né di Renzi. Cosa immaginano di raccogliere dal flop delle riforme costituzionali che il Paese attende e reclama ad intermittenza da più di trent’anni? La posta è alta. Il rischio di fallimento è altissimo. E in gioco purtroppo non sono solo i destini di Matteo Renzi e del Pd, ma anche quelli del nostro Paese. I moniti dell’Ue ci ricordano, nel caso sfuggisse, che i problemi sono tutti sul piatto in attesa di soluzioni che vadano al di là di slogan e trovate.

Intervento di Dario Stefàno, pubblicato sul Quotidiano di Puglia, venerdì 7 marzo 2014

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Alla riforma elettorale abbinare norme su conflitto d'interessi, ecco il testo unico

Aggiornare, unificare e semplificare le norme che regolano la condizione oggettiva di parlamentari e membri del governo. È l’obiettivo del Disegno di Legge che ho illustrato oggi in conferenza stampa al Senato e che proverò a portare all'esame in Aula, contemporaneamente alla discussione sulla nuova legge elettorale.
Le discussioni di questi giorni intorno alla formazione del nuovo governo ci confermano una volta di più che, volendo affrontare con puntualità il tema della riforma del sistema elettorale, è indispensabile abbinare ad essa un set di norme aggiornate sullo status del parlamentare e dei membri di governo poiché in materia, ad oggi, si accavallano normative datate e incongruenti e si sovrappongono le discipline sulle ineleggibilità, sulle incompatibilità e, di recente, sulle incandidabilità. Una matassa normativa complicata e datata che si può sbrogliare con un testo unico, organico e di facile fruizione.
Un testo normativo aggiornato e integrato con disposizioni più rigorose in materia di conflitto di interesse, cumulo di incarichi e gestione fiduciaria dei beni, con l'obiettivo chiaro di preservare la "genuinità" dell'azione istituzionale.
Per comprendere meglio la complessità della situazione attuale, basti dire, ad esempio, che la legge quadro sulle incompatibilità parlamentari risale al lontano 1953, quando cioè il sistema delle Regioni a statuto ordinario non era ancora decollato, le Autorities non esistevano, né si era sviluppato sul territorio un ramificato sistema di enti locali e di società partecipate delle più variegate specie.
Mentre la più recente legge 20 luglio 2004, n. 215 sul conflitto d'interesse dei membri del governo deve essere integrata per le sue evidenti lacune. Come l’ipotesi di prevedere la gestione fiduciaria dei beni, qualora necessario, per un titolare di una funzione di governo che abbia o abbia avuto interessi imprenditoriali recenti di una tale rilevanza da profilarsi come ostativi allo svolgimento imparziale delle funzioni istituzionali.
Inoltre, rendere fruibile un testo unico, completo ed attuale, è un valore aggiunto in termini di trasparenza perché consente a tutti i cittadini di accedere facilmente alle disposizioni sui propri rappresentanti e favorisce un più efficace controllo diffuso.

In allegato bozza del disegno di legge.

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Legge elettorale, presenterò un ddl sullo status del parlamentare

Presenterò a breve una proposta di legge sullo status del parlamentare e dei membri del governo. Trovo riduttivo, e inutilmente sfiancante, impiegare giorni e giorni di trattative sul 5 o il 4,5% per la soglia di sbarramento oppure sul 35% o il 37% per il premio di maggioranza. Non possiamo aspettarci che l’opinione pubblica plauda a quella che considera una casta, che impiega così tanto tempo per disegnare, a piacimento dei due partiti più grandi, una legge elettorale su misura, che tra l'altro contiene ancora le liste bloccate. Almeno si provi a sviluppare un correttivo di metodo.
Assistiamo oggi ad un vero caos in cui si accavallano normative datate, risalenti addirittura al 1953 o al 1957, nelle cui maglie sfuggono tante situazioni di cumulo di incarichi. Peraltro, un po' a casaccio, si sono sovrapposte le discipline sulla ineleggibilità, sulle incompatibilità e di recente sull'incandidabilità. Quanto alla legge sul conflitto di interesse dei membri del governo, quella del 2004 fu elaborata dall'allora ministro del governo Berlusconi, Frattini, con un chiaro intento gattopardesco, tant'è che non ha avuto alcun effetto nei ben dieci anni successivi.
Per questi motivi, presenterò a breve una proposta di legge e chiederò che l'esame in Senato sia abbinato a quello della legge elettorale, che nella sostanza vuole rappresentare un testo unico aggiornato ed integrato sulla condizione del parlamentare, con disposizioni più rigorose soprattutto sui casi di conflitti di interesse, sul cumulo di incarichi e sulla gestione fiduciaria dei beni, se necessario. Questa sarà la vera cartina al tornasole per verificare i reali intenti di questo ennesimo Governo delle "larghe intese". Vediamo se avrà fretta anche di risolvere i tanti conflitti di interesse che già incrociano la squadra di questo nuovo governo.

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Un emendamento per evitare la proroga della norma sulla mozzarella di bufala

Esiste una norma del 2008, relativa alla produzione di mozzarella di bufala campana Dop, la cui entrata in vigore si sta prorogando di anno in anno. In tal modo vengono vanificati tutti gli sforzi fatti per qualificare la produzione di un latticino a denominazione di origine protetta.
Si tratta della norma che obbliga i caseifici all'adeguamento degli stabilimenti in modo da separare funzionalmente la produzione della mozzarella di bufala campana Dop da quella di altre tipologie di formaggi.
Non si può rimandare ancora di un anno perchè si lascerebbe campo libero ai fenomeni di contraffazione e alle frodi.
Bisogna agire subito per tutelare la qualità e per rassicurare i consumatori sulla bontà delle nostre produzioni a denominazione di origine protetta che hanno grande successo in Italia e nel mondo.
E' per questo che ho presentato un emendamento al DL Milleproroghe con il quale chiedo la cancellazione dell'ennesimo rinvio.

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Presentazione libro LA DECADENZA a Lecce

Domenica 22 dicembre alle ore 10.30, al Teatro Paisiello di Lecce, vi aspetto per la presentazione del mio libro “La decadenza. Il caso Berlusconi tra atti ufficiali, retroscena e manovre”.
Con me ci saranno Gaetano Quagliarello, Ministro per le Riforme Costituzionali e Giovanni Pellegrino, già Presidente della Giunta per le Elezioni e Immunità parlamentari del Senato. Marcello Favale sarà il moderatore di questa conversazione a più voci sulla vicenda che ha visto la prima applicazione di una legge sulla incandidabilità ad un parlamentare in carica.
Il libro, a cura di Anna Laura Bussa, giornalista parlamentare dell’Ansa, con introduzione del costituzionalista Stefano Ceccanti, è edito da Manni editori.

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Incostituzionalità Porcellum: abrogazione solo pro futuro, il Senato ha già convalidato gli eletti

Il dispositivo della sentenza della Consulta è molto chiaro, ma è doveroso attendere la pubblicazione integrale della sentenza, dalla quale comunque dipenderà la decorrenza dei relativi effetti giuridici, come ha opportunamente chiarito la stessa Corte.
Intanto, però, credo si possa provare a fare qualche considerazione su due aspetti interessanti. Per quanto concerne le elezioni del Senato del febbraio 2013, va chiarito che all'epoca era pienamente vigente la legge n. 270 del 2005. L'annullamento per incostituzionalità di questa legge avverrà, quindi, solo dopo la pubblicazione della sentenza di oggi della Corte Costituzionale. Vi è di più: rileggendo l'ordinanza di rimessione della Corte di cassazione del maggio 2013, si evince che l'avvocato Aldo Bozzi ha presentato, in primo grado, il ricorso arrivato poi alla Cassazione nel maggio 2009. Pertanto, la retroattività degli effetti della sentenza potrebbe aversi solo con riferimento alle elezioni svolte nel 2008, fattispecie concreta da cui ha tratto origine la pronuncia della Corte Costituzionale. Per il resto l'abrogazione non potrà che avvenire "pro futuro".
Ad ogni buon grado, anche con riferimento ad alcune affermazioni di costituzionalisti, avvenute nelle settimane scorse, trovo utile far presente che il Senato ha già convalidato i risultati elettorali di 19 Regioni, al netto della Regione Molise per la quale si è ritenuto necessario attendere gli esiti della procedura sulla intervenuta incandidabilità del senatore Berlusconi; Regione Molise in cui tuttavia non si applica il premio di maggioranza, avendo solo due eletti. Resterebbero ancora da convalidare, infine, solo i senatori eletti nella Circoscrizione Estero, per la quale però vige una legge diversa, con voto di preferenza e senza premio di maggioranza.

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Oggi la conferma che la Giunta in questi mesi ha lavorato bene.

Sono soddisfatto perché oggi in Aula c'è stata la migliore conferma della bontà del lavoro della Giunta in questi mesi.
Abbiamo operato bene, in punto di diritto, risolvendo i nodi fondamentali della questione. Il dibattito di oggi in Senato ne è la prova più evidente poiché si è concentrato quasi esclusivamente su motivi procedurali, in relazione alle modalità di voto, senza introdurre alcun elemento di novità nella discussione.
A chi mi rivolge in queste ore l'accusa di aver operato con accanimento, serrando i tempi, rispondo dicendo che sono stati estesi al massimo i diritti di difesa. Anche dal punto di vista temporale.
Quella che viene contestata si chiama invece "efficienza", la stessa che ci ha guidato per la verifica delle elezioni in tutte le regioni in soli 4 mesi.
Spero che nei prossimi giorni, alle comprensibili reazioni di parte dettate dagli effetti della decisione, segua il riconoscimento dell'ottimo lavoro non solo mio ma della giunta nella sua collegialità.

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XVIII Seduta della Giunta

Verifica dei Poteri

Dopo un intervento iniziale del senatore Buemi sulla questione del 3 per cento, è seguita l'esposizione dei rispettivi relatori. La Giunta ha quindi convalidato i risultati delle elezioni svolte nelle regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia, Veneto e Campania.

Immunità Parlamentari

La Giunta ha poi ripreso l'esame del Doc. IV-ter, n. 2, concernente una richiesta di deliberazione sull'insindacabilità di opinioni espresse dal signor Giuseppe Ciarrapico, senatore all'epoca dei fatti. La Giunta ha quindi approvato la proposta di dichiarare nel caso di specie insussistente la guarentigia dell'insindacabilità per la totale estraneità dei fatti illeciti in questione rispetto alla prerogativa di cui all'articolo 68, primo comma, della Costituzione ed ha incaricato il senatore Cucca di redigere la relazione per l'Assemblea.

La Giunta ha proseguito l'esame del Doc. IV, n. 2, recante la domanda di autorizzazione all'utilizzazione di intercettazioni di conversazioni telefoniche del senatore Denis Verdini, del signor Nicola Cosentino, deputati all'epoca dei fatti, e del signor Marcello Dell'Utri, senatore all'epoca dei fatti, nell'ambito di un procedimento penale pendente anche nei loro confronti. E' proseguita la discussione, nel corso della quale sono intervenuti i senatori Casson, Buemi, Pagliari, Alberti Casellati e il Presidente. La Giunta ha approvato la proposta della relatrice di fissare, per l'ex senatore Dell'Utri, un termine - ai sensi dell'articolo 135, comma 5, del Regolamento - per la presentazione di eventuali memorie scritte da parte dell'interessato ed altresì di riconoscere allo stesso la possibilità - ove lo ritenga opportuno - di essere audito nella prossima seduta. Scaduto il predetto termine - ed ascoltato eventualmente in audizione l'interessato, ove lo richieda - la relatrice si è riservata di formulare una compiuta proposta in merito alla richiesta di autorizzazione in esame. Quanto al senatore Verdini, la relatrice ha illustrato la propria proposta in merito al riparto di competenza con l'altro ramo del Parlamento. Il seguito dell'esame è stato quindi rinviato.

[approfondimenti]

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