A Lecce risultato storico, bene anche Molfetta e poi Taranto

Lecce fino a ieri rappresentava una sorta di fortino inespugnabile del centrodestra in Puglia, pertanto dobbiamo essere soddisfatti per aver raggiunto il ballottaggio a cui è giunta la coalizione di centrosinistra guidata da Carlo Salvemini che ci ha consentito di agganciare un obiettivo importante come non avveniva da 20 anni. Non era affatto semplice né scontato, è un risultato storico del quale dobbiamo essere orgogliosi e che deve servire da sprone per dare fondo a tutte le energie in questi 15 giorni che ci separano dal secondo turno. L’impulso dato dai leccesi ci dà coraggio, questa volta possiamo davvero compiere l’impresa di strappare la città al centrodestra. E’ un traguardo a portata di mano.

Dobbiamo rimetterci a lavoro già da subito per completare il percorso che ci ha visto piazzare ottimi risultati anche in città come Taranto, che si presentava come realtà complessa e difficile per comporre una proposta solida di centrosinistra, e poi Molfetta, per la quale Tommaso Minervini ha saputo mettere insieme e tenere unito un centrosinistra ampio e plurale. Dobbiamo riconoscere e riconoscerci anche nei risultati di alcuni importanti centri come Monte Sant’Angelo, nel foggiano, Bitonto e Leverano ai quali abbiamo contributo realizzando l’elezione di consiglieri comunali.

Ora, dobbiamo restare ben concentrati su queste due settimane che portano al turno di ballottaggio, che è una nuova partita e dobbiamo dare il massimo per portare a casa il risultato, partendo da una consapevolezza che deriva anche dalle evidenze di queste ore: quando il centrosinistra si presenta unito, è in grado di generare una proposta credibile e convincente che è competitiva e riesce a crerare un argine contro populismi e destre.

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Campo Progressista a Lecce

Lecce ospiterà “Campo Progressista”, l’iniziativa politica che vede impegnato, in prima persona, l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, con l’obiettivo di ricostruire un’area progressista e plurale, dialogante con il Partito Democratico.

“Una casa comune, punto di riferimento di tante donne e uomini interessati a recuperare il perimetro di un campo democratico, progressista e plurale che si candidi al buon governo dei territori e del Paese”, così ha definito l’iniziativa lo stesso Pisapia che il 16 gennaio sarà a Lecce, ospite dei “Dialoghi” de La Puglia in Più, il movimento politico di cui è presidente il senatore Dario Stefàno, anfitrione della serata, che accoglierà nella sala Bernini dell’Hotel Tiziano, dalle ore 18, numerose personalità politiche, sindaci, deputati e senatori, protagonisti di quelle liste o esperienze territoriali, passate e presenti, che hanno saputo dare vita a storie vincenti di coalizioni a forte trazione progressista, capaci di attuare riforme, di realizzare politiche innovative, nel solco del campo democratico e del centrosinistra.

A confrontarsi con l’ex primo cittadino di Milano, oltre naturalmente a Dario Stefàno, saranno il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, il Vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio e l’onorevole Bruno Tabacci.

All’incontro, moderato dal notista politico de La Repubblica Stefano Folli, è prevista la partecipazione di numerosi parlamentari di camera e senato.
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A Lecce, prove tecniche di centrosinistra vero

Prove tecniche di centrosinistra vero. Da Lecce parte il monito a tutte le forze per ricomporre un progetto di governo, democratico, forte e saldo a sinistra, che possa generare lo sviluppo del Paese. Partendo dalle città e dalle esperienze positive. Nel dibattito sull’attualità del pensiero gramsciano organizzato nel capoluogo salentino dal movimento La Puglia in più e dal suo presidente, il senatore Dario Stefàno, si sono confrontati più livelli istituzionali e forze politiche: Gennaro Migliore, sottosegretario al Ministero della Giustizia, Luigi Zanda, capogruppo del PD in Senato e i parlamentari sardi Luciano Uras e Roberto Capelli.
 
Presente con un video, a causa di impegni che gli hanno impedito di giungere a Lecce, Massimo Zedda, appena riconfermato sindaco di Cagliari con la stessa coalizione di centrosinistra del 2011. “Il dibattito di Lecce – ha detto Zedda  - è un primo passo di un percorso che mi auguro ci riporti a quel progetto che ha visto insieme tutte le forze che hanno composto il centrosinistra negli ultimi 20 anni e che a Cagliari ci ha consentito la vittoria al primo turno. Il segreto? Il governo della città sui temi, sui progetti, la discussione, anche vivace, su come garantire il programma che presentammo ai cagliaritani nel 2011. I cittadini hanno valutato come abbiamo amministrato e l’approccio che abbiamo avuto con la città, che non è mai stato ideologico, ma fondato sulle idee per lo sviluppo della città. Mi auguro che la nostra esperienza possa essere un valore da portare anche a livello nazionale”.
 
Il dibattito ha toccato diversi argomenti, partendo dal Brexit si è discusso di Europa, del ruolo che deve avere il nostro Paese, soffermandosi sull'opportunità di riprendere la traccia di un centrosinistra di governo e per il cambiamento.

Il sottosegretario Migliore ha sottolineato il tema dello spazio politico: “che – ha detto -  contesto dai tempi di Rifondazione e di cui si sono appropriati altri soggetti. Una formazione di sinistra deve abbracciare elementi solidi di cultura politica e scegliere, ad esempio, di stare dalla parte di chi non ha voce, senza però usare la sofferenza come strumento di consenso. Assumersi la responsabilità significa coltivare una cultura politica. La lezione gramsciana da recuperare è quella di sconfiggere il massimalismo di una certa sinistra. Il PD non è solo un contenitore dentro cui ci sono identità diverse, ma uno spazio e un soggetto politico che si interroga su cosa fare di fronte ai cambiamenti in corso. Teniamo forti i nostri valori, ma lasciamo stare le ideologie nostalgiche”.
 
Anche il capogruppo PD al Senato Zanda ha ribadito il ruolo del suo partito: “Il Pd non rinuncerà mai a discutere, anche animatamente, al suo interno, poiché regge il Paese e regge la XVII legislatura italiana. Tutto il resto è polverizzato: il polo berlusconiano si è suddiviso in 4 gruppi, la Lega Nord si è scissa, al Senato abbiamo il gruppo misto più numeroso della storia d’Italia.  Il Senato, eletto col Porcellum, ha una maggioranza risicata -  è sempre stato così -  e  sinora ha retto bene: non c’è un solo provvedimento in cui non abbia fatto il suo dovere. A volte l’opposizione ha votato i nostri provvedimenti? Bene, se questo ci ha consentito il varo di leggi importanti. Il problema è che ci ritroviamo forze politiche che per fare dispetto al governo o alle forze antagoniste votano con le forze opposte alla loro identità, ai loro valori. Gramsci diceva che le masse non esisteranno mai se non verranno inquadrate in un partito politico e che è più facile portare le masse in un partito che trovare chi poi lo sappia guidare. La strada è fatta di grandi partiti popolari che abbiano un pensiero e una linea d’azione, noi dobbiamo raffinare questo pensiero e rendere solida la nostra organizzazione”.
 
No alle celle ideologiche anche dal senatore sardo Uras, a cui si riconosce la vittoria di Zedda a Cagliari, che ha motivato il no a Sinistra italiana: “perché – ha sottolineato -  quando ci siamo candidati con Italia Bene Comune abbiamo ricevuto dagli elettori un mandato: dare al nostro Paese un governo più avanzato possibile, sui valori dell’ecologia, della solidarietà, dello sviluppo. La storia di Gramsci dovrebbe insegnarci molto, a non rinchiuderci ad esempio nelle celle ideologiche. La sua è una storia straordinaria: povero e senza mezzi, in carcere diviene il filosofo tra i più illuminati, rompendo tutti i confini. Noi che un poco gramsciani ci sentiamo, mi chiedo: cosa ci impedisce di esserlo sempre e dovunque? perché dobbiamo chiuderci nelle celle ideologiche? L’ideologismo ti rinchiude dentro alla gabbia della testimonianza, dentro a quel “ciò che si dovrebbe fare”. Io preferisco il “ciò che si può fare”. La vittoria di Cagliari è stato uno sforzo collettivo consapevole, e quando il Pd non ci ha seguito ha perso, come in alcune aree della città metropolitana.  Affetto e rispetto per il PD, che serve a questo Paese e all’Europa”.
 
Di autocritica ha parlato l’onorevole Capelli, anch’egli sardo: “Concordo sul fatto che sarebbe poco serio modificare la legge elettorale alla luce degli ultimi avvenimenti come strategia per vincere. Credo che per il centrosinistra sia necessaria l’autocritica: non abbiamo fatto tutto bene, né tutto quello che ci eravamo ripromessi, non c’erano le condizioni, ma il compromesso qualche volta ci ha portato fuori strada. Dobbiamo tornare ad essere “partigiani” come ci ha insegnato Gramsci, nel senso di assumersi la responsabilità di prendere una posizione, l’indifferenza è nemica della democrazia. La maggioranza del popolo italiano che oggi non va più a votare è l’indifferenza che va combattuta. Come? Il futuro, lo dimostra Zedda, è nel mostrare come si fanno le cose, proponendo un progetto chiaro di centrosinistra, in cui deve essere forte anche la componente di centro. La serietà e la credibilità sono elementi forti da recuperare per aiutare i giovani a scegliere da che parte stare e portare i cittadini di nuovo a votare.”

Al senatore Stefàno le conclusioni: “Sono d’accordo con Zanda quando dice che occorre portare a casa provvedimenti utili al Paese, intercettando se necessario anche voti estranei.  Cosa diversa è però l’alleanza, come accaduto a Napoli: c’è un limite oltre il quale non si deve andare. Ogni volta che accade si perde, perché la gente non ci riconosce più. Il nostro obiettivo, anche in Puglia col nostro movimento, è quello di rinnovare un impegno partendo dal ruolo che ognuno di noi ricopre, provare a ricostruire un perimetro di centrosinistra che si affermi nelle comunità.  Ed essere dentro a quel progetto, da qualunque ruolo, anche quando non se ne è più alla guida, magari per convincere il leader di turno che sta abbracciando rotte pericolose. In Puglia abbiamo vissuto un’esperienza bellissima, anche grazia al fatto che Vendola si sia lasciato contaminare. Non si spiegherebbe il mio ingresso in giunta. Ma deve valere anche il contrario. La sinistra non può rinunciare ad un progetto per via del leader, ha il dovere di contaminare la traccia del governo e di trovare le risposte alle domande del Paese. Perché se i valori della sinistra non sono un impegno ma diventano un vezzo, la sinistra non è più un’opportunità ma diventa un peso per il Paese. Lo diceva Gramsci e io, pur non venendo da quella storia, mi ci riconosco”.
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Salviamo la Corte d'Appello di Lecce

Occorre scongiurare il pericolo di scollatura del diritto alla giustizia e all'uguaglianza dei cittadini e tra cittadini che deriverebbe dalla soppressione della Corte d’Appello di Lecce. Per questo, dopo la petizione che ho lanciato on line, la lettera a Mattarella e altre iniziative già attivate, ho deciso di tornare sul tema del riordino della giografia giudiziaria, scrivendo una lettera al sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore. Ho chiesto a Migliore di itervenire, invitandolo a Lecce al fine di mettere insieme il maggior numero di elementi utili a redigere una più appropriata e valida riforma.

Dal processo cosiddetto “Eclissi” arriva ancora un altro motivo per non privare la città di Lecce di una Corte d’Appello. Nella mia lettera viene infatti richiamato quanto avvenuto recentemente in quel processo che oggi rischia di diventare, quasi in modo emblematico, un elemento rilevante e fondante per le determinazioni sul futuro assetto della geografia giudiziaria del capoluogo salentino.

"Eclissi" è il procedimento giudiziario per il quale il pm della DDA Guglielmo Cataldi ha chiesto più di 8 secoli di carcere per gli 80 indagati, ritenuti affiliati a gruppi criminali nati come evoluzione della Sacra Corona Unita e che negli anni passati avrebbero gestito attività illecite nel capoluogo salentino e nel suo hinterland. Alcuni di questi detenuti hanno avuto modo di esprimere il loro disappunto verso la classe forense salentina, “rea” a loro avviso di essere stata troppo critica sul rischio e le conseguenze della possibile soppressione della Corte d’Appello di Lecce e della paventata cancellazione della Direzione Distrettuale Antimafia.

Diversi imputati hanno persino minacciato di revocare il mandato agli avvocati perché questi non dovrebbero sostenere la difesa del distretto di Corte d’Appello come baluardo e presidio di giustizia considerato che, sostengono, la SCU non esiste. L’imputato Giuseppe Contaldo ha anche sostenuto che "la Sacra Corona Unita è morta nel 1994.

Sono episodi allarmanti che confermano la necessità di mantenere in questo territorio che ha conosciuto episodi veramente bui il presidio giudiziario che testimoni la presenza dello Stato nel Salento.

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Frecciarossa a Lecce, saranno rispettati i tempi?

Ho presentato come primo firmatario un'interrogazione a risposta orale
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INTERROGAZIONE URGENTE

(Ex art. 151 del Regolamento del Senato della Repubblica)

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

Ad agosto 2015, la testata giornalistica "il Quotidiano di Puglia" ha lanciato una petizione online con la quale chiedeva l'attivazione del collegamento con Frecciarossa da Milano a Lecce;

tale petizione ha raccolto in breve tempo più di 30.000 sottoscrizioni in ragione anche di quello che è un riconosciuto ritardo atavico e non più giustificabile della qualità e frequenza del servizio ferroviario stesso nel Tacco d'Italia;

in data 10 settembre u.s., lo scrivente ha inviato all'indirizzo del Presidente del Consiglio una nota con la quale si sottolineava l'importanza e la validità di questa vera e propria battaglia di civiltà per attuare questo servizio di mobilità;

in data 17 settembre u.s., ho inviato al sottosegretario Claudio De Vincenti  una nota con la quale si chiedeva al governo di convocare un tavolo tecnico con Trenitalia e la Regione Puglia al fine di comprendere nell'attivazione del servizio previsto fino a Bari, anche Lecce;

in data 14 ottobre 2015, è stato reso noto l'accordo siglato al Ministero in indirizzo sul prolungamento della tratta Frecciarossa Milano-Bari fino a Lecce, a partire dall'inizio dell'estate 2016,

si chiede di sapere:

al Ministro interrogato se l'impegno del governo resta confermato e se è in grado di produrre ulteriori aggiornamenti circa i tempi previsti per l'effettiva attivazione di questo servizio.

Sen. Dario Stefàno




Tribunali, a Lecce continua il disagio

Ho scritto una lettera al Ministro Orlando, in riferimento alla situazione delle Istituzioni e operatori del diritto nel Salento a seguito dell’applicazione di quanto disposto dall'art. 1 del decreto legislativo n. 155 del 2012. Qui a Lecce si continua a scioperare. Ma quali sono le iniziative e gli intendimenti del ministro e del suo dicastero per ripristinare e garantire le condizioni necessarie affinché l'insieme dei soggetti interessati e coinvolti dall'esercizio del diritto e della giustizia possano operare senza ulteriori e insopportabili disagi e aggravi?
Un’ applicazione cieca e pedissequa, priva quindi della previa analisi e adeguata differenziazione dei casi, non meramente singoli, ma ascrivibili a sistemi territoriali e geografici che presentano peculiarità difficilmente riducibili. Ed infatti, nel Salento lo stato di agitazione e mobilitazione continua: da ultimo la giornata di protesta e astensione dalle udienze degli avvocati del distretto del Tribunale di Lecce del 13 ottobre scorso, dove sono stati simbolicamente occupati i locali del Tribunale Civile di via Brenta, con un'adesione pressoché totale degli interessati.
Ho riprovato con una lettera sperando di ricevere questa volta una risposta e soprattutto ottenere attenzione sulla questione, sulla quale avevo chiesto già un intervento del ministro mediante un atto di sindacato ispettivo ormai risalente a più di 2 anni fa e che rimane ancora oggi senza risposta.
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Governo convochi tavolo Frecciarossa prima del 20 settembre

Ho appreso che il primo vertice per portare il servizio Frecciarossa fino a Lecce è previsto per il 25 settembre. Cioè successivo alla data di attivazione del Milano-Bari. Pertanto ho deciso di ricordare, in una lettera, al sottosegretario Claudio De Vincenti l'impegno che ha assunto durante la cerimonia di inaugurazione della Fiera del Levante. Di seguito il testo integrale.
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Gentile Sottosegretario,

lo scorso sabato, ho avuto il piacere di partecipare, come ogni anno, alla cerimonia di inaugurazione della Fiera del Levante a Bari e di ascoltare il Suo intervento.

A tal proposito, ricordo il passaggio con il quale Lei ha sottolineato la necessità di offrire anche al Salento il collegamento con Milano attraverso il treno Frecciarossa, dando rassicurazioni sulla realizzazione del servizio, superando le obiezioni di insostenibilità fornite da Trenitalia. Sempre in quell'occasione, ricordo l'impegno, da Lei assunto, per l'immediata convocazione di un tavolo tecnico con azienda e Regione con l'obiettivo di estendere l'attivazione del servizio anche alla tratta Bari-Lecce.  

In queste ore, però, apprendo che il primo vertice istituzionale, che vede peraltro il Governo escluso nella prima fase, è fissato per il 25 settembre 2015 a Bari. Ben cinque giorni oltre la fatidica data prevista per l'attivazione del servizio Milano-Bari. E apprendo anche che verrà convocato un tavolo a tre a Roma, soltanto dopo questo primo incontro.

Se le condizioni restano queste, mentre sarà messo sui binari il Frecciarossa Milano-Bari, il prossimo 20 settembre il Salento non avrà la stessa possibilità.

Non vorrei - e non vorremmo - che l'allungamento dei tempi, dovuto all'esito ancora incerto del prossimo vertice e ai successivi incontri ancora da formalizzare, faccia perdere centralità al tema e generi dubbi sulle reali intenzioni del Governo.

Per scongiurare queste preoccupanti ipotesi e per dare, soprattutto, un senso al lavoro sinergico che Governo e Regione dovranno fare per migliorare i servizi di trasporto in Puglia, sono a chiederLe di impegnarsi da subito affinchè si possano anticipare i suddetti incontri rispetto alla data del 20 settembre 2015.

Solo in questo modo il Governo potrà dare evidenza alla volontà di essere realmente al fianco della Regione Puglia e dei cittadini pugliesi in questa battaglia di civiltà.

Cordiali Saluti.
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