Su tribunali per minori pit stop utile

Lo stralcio, di fatto e netto, del dispositivo che prevedeva l'abolizione dei Tribunali per i Minorenni, dal complesso della riforma della Giustizia Civile all'esame del Senato, non può che essere una buona notizia. Si apre adesso una nuova fase in cui le posizioni potranno essere sicuramente più concilianti, essendo stato recuperato, in tal modo, un campo di confronto più ampio relativo all'utilità e alla necessità di tali organismi. Sarà un utile pit stop per ragionare approfonditamente e rendere più efficiente questo ramo della giustizia che è bene ricordare interessa dei destinatari particolari come i minori.

Anche in Puglia abbiamo cercato, con varie iniziative nei mesi passati, di aprire una discussione e un confronto tra i diversi attori per puntare i riflettori su un tema delicato e complesso, al fine di evitare un intervento affrettato, e non totalmente condiviso, che rischiava di compromettere i diritti dei ragazzi e il lavoro finora compiuto.

Ora si riprenda dalle cose buone fatte e dalla più volte dichiarata disponibilità di tutti i soggetti interessati a contribuire fattivamente in un percorso di riforma in linea con l'esigenza prioritaria che resta la tutela del minore.

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Mettiamo la giustizia in condizioni di operare con strumenti e risorse adeguati

Oggi, alla luce del ritrovamento in Puglia di un quantitativo di tritolo destinato al Procuratore di Napoli, sono intervenuto in Aula, a fine lavori, per ritornare sulla questione giustizia. Ecco il mio intervento. 

Signor Presidente, ho chiesto di intervenire oggi per richiamare l'attenzione della Presidenza su una lettera inviata al Ministro della giustizia Orlando dal procuratore di Bari, dottor Volpe. È una lettera dai contenuti preoccupanti ed allarmati dove si ratifica una insufficienza grave dell'organico a disposizione degli uffici a cui si è oggettivamente impossibilitati a rimediare con palliativi sostitutivi così come si è proceduto a fare sino ad oggi e da troppo tempo. Questo dato, assolutamente preoccupante, riguarda nello specifico la procura di un territorio mai come oggi particolarmente delicato e sensibile. Bari, infatti, sta vivendo una vera e propria recrudescenza dell'azione di gruppi criminali. Bari è il luogo dove un paio di giorni fa è stato rinvenuto oltre mezzo chilo di tritolo destinato probabilmente ad un attentato al procuratore di Napoli. Bari appare sempre più come una possibile zona di copertura e di snodo per il transito e lo stazionamento di terroristi e sospettati tali.

Un insieme di dati, quindi, che lascia ancor più preoccupati per il fatto che si associano ad un più vasto e diffuso stato di agitazione e mobilitazione che gli operatori della giustizia di questa Regione, della mia Regione, la Puglia, vivono da tempo, in ragione della paventata riforma della geografia giudiziaria. Una riforma che vorrebbe la chiusura di alcuni presidi fondanti dello Stato, ad esempio la corte d'appello di Lecce, e con essa la relativa dismissione della direzione distrettuale antimafia, nel pieno dunque di un processo di mafia - sì, proprio di mafia - contro una possibile nuova germinazione della SCU. Faccio riferimento al processo Eclissi, dove gli indagati hanno ricusato gli avvocati, affermando testualmente che la SCU non esiste e nessuno deve più dubitare.

Ma altri dubbi insistono, anche sulla stessa concentrazione e dislocazione degli uffici del tribunale di Bari, ritenuti ormai al collasso e del tutto incapaci di far fronte alle reali esigenze cui questa istituzione deve far fronte.

Chiedo pertanto a lei, signor Presidente, di farsi latore presso il ministro Orlando della richiesta di riferire su questi fatti o di rispondere con assoluta celerità all'atto 3-02833, da me presentato e che riguarda i dati allarmanti appena esposti.
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Procura di Bari in grave difficoltà, Orlando intervenga

Dopo l'allarme lanciato dal Procuratore di Bari Giuseppe Volpe, con una missiva diretta al Ministro della Giustizia Orlando, ho presentato un'interrogazione urgente in Senato per chiedere al Ministro se, e come, intende far fronte all'emergenza che si è creata nella Procura di Bari. Occorre infatti garantire un servizio ai cittadini ma anche frenare la recrudescenza dell'attività criminale nella zona.

La Procura distrettuale di Bari versa in una situazione critica per la carenza di personale amministrativo, come ha avuto già modo di evidenziare il procuratore Giuseppe Volpe che, nella sua lettera pubblicata il 6 maggio scorso, riferisce anche dell'inadeguatezza delle soluzioni alternative finora sperimentate per risolvere l'emergenza. Secondo il procuratore l'utilizzo di lavoratori in regime assistenziale, oppure di volontari o ancora di personale della polizia giudiziaria non consente di raggiungere gli standard minimi di specializzazione.

Ciò significa che non solo non si è in grado di garantire ai cittadini un funzionamento efficiente del sistema giustizia, ma che non si riuscirà neanche ad "assicurare alla giustizia feroci e sanguinari criminali che vessano cittadini comuni, soprattutto imprenditori, con pressanti richieste estorsive e intimidazioni". Così come non potranno essere svolte a dovere le indagini in materia di reati contro la Pubblica Amministrazione, nello specifico quelle per corruzione, o quelle per reati più comuni. Occorre un intervento urgente anche per rispondere alle esigenze degli operatori del settore giustizia che, da tempo, vivono in stato di agitazione e mobilitazione in ragione anche della paventata riforma della geografia giudiziaria che interessa da vicino i presidi della giustizia in Puglia, come ad esempio la soppressione già prevista per la Corte di Appello di Lecce.

E' un'emergenza denunciata acclarata e gravissima alla quale - conclude Stefàno - occorre dare risposte immediate.
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Salviamo la Corte d'Appello di Lecce

Occorre scongiurare il pericolo di scollatura del diritto alla giustizia e all'uguaglianza dei cittadini e tra cittadini che deriverebbe dalla soppressione della Corte d’Appello di Lecce. Per questo, dopo la petizione che ho lanciato on line, la lettera a Mattarella e altre iniziative già attivate, ho deciso di tornare sul tema del riordino della giografia giudiziaria, scrivendo una lettera al sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore. Ho chiesto a Migliore di itervenire, invitandolo a Lecce al fine di mettere insieme il maggior numero di elementi utili a redigere una più appropriata e valida riforma.

Dal processo cosiddetto “Eclissi” arriva ancora un altro motivo per non privare la città di Lecce di una Corte d’Appello. Nella mia lettera viene infatti richiamato quanto avvenuto recentemente in quel processo che oggi rischia di diventare, quasi in modo emblematico, un elemento rilevante e fondante per le determinazioni sul futuro assetto della geografia giudiziaria del capoluogo salentino.

"Eclissi" è il procedimento giudiziario per il quale il pm della DDA Guglielmo Cataldi ha chiesto più di 8 secoli di carcere per gli 80 indagati, ritenuti affiliati a gruppi criminali nati come evoluzione della Sacra Corona Unita e che negli anni passati avrebbero gestito attività illecite nel capoluogo salentino e nel suo hinterland. Alcuni di questi detenuti hanno avuto modo di esprimere il loro disappunto verso la classe forense salentina, “rea” a loro avviso di essere stata troppo critica sul rischio e le conseguenze della possibile soppressione della Corte d’Appello di Lecce e della paventata cancellazione della Direzione Distrettuale Antimafia.

Diversi imputati hanno persino minacciato di revocare il mandato agli avvocati perché questi non dovrebbero sostenere la difesa del distretto di Corte d’Appello come baluardo e presidio di giustizia considerato che, sostengono, la SCU non esiste. L’imputato Giuseppe Contaldo ha anche sostenuto che "la Sacra Corona Unita è morta nel 1994.

Sono episodi allarmanti che confermano la necessità di mantenere in questo territorio che ha conosciuto episodi veramente bui il presidio giudiziario che testimoni la presenza dello Stato nel Salento.

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La giustizia italiana ha bisogno di risorse

Il sistema giustizia è declinazione essenziale della nostra Repubblica. O immaginiamo, quindi, di stanziare le risorse adeguate per renderlo efficiente oppure bisogna dire con onestà ai cittadini e agli uffici giudiziari che occorre arrangiarsi ancora per altro tempo. Non si può concepire un disegno di legge delega al governo immaginando che sia a costo zero.

Il rinvio dell'esame alla prossima settimana ci permette, a questo punto, di prendere tempo per riflettere su alcune soluzioni utili a cancellare le criticità presenti nel testo. Per esempio: rimane insoluto il problema strutturale di dotazione organica, con riferimento sia ai funzionari e al personale di cancelleria, sia ai magistrati. E ancora, rimane da capire in che modo si possa valutare e definire la professionalità, che ora è inserita tra i requisiti di accesso alla magistratura onoraria. Non viene affatto ben regolato il regime previdenziale e assistenziale in funzione della natura onoraria dell'incarico e si fissa la durata dell'incarico in tre quadrienni, rischiando di rendere la figura del giudice onorario una sorta di "dopolavoro" per chi svolge già la propria professione nonostante questo profilo contribuisca in modo decisamente rilevante alla gestione dei processi civili e penali.

E' un disegno di legge delega che arriva con significativo ritardo e l'Italia è già dietro agli altri Paesi europei in riferimento alla riforma del sistema giustizia.
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Tribunali, a Lecce continua il disagio

Ho scritto una lettera al Ministro Orlando, in riferimento alla situazione delle Istituzioni e operatori del diritto nel Salento a seguito dell’applicazione di quanto disposto dall'art. 1 del decreto legislativo n. 155 del 2012. Qui a Lecce si continua a scioperare. Ma quali sono le iniziative e gli intendimenti del ministro e del suo dicastero per ripristinare e garantire le condizioni necessarie affinché l'insieme dei soggetti interessati e coinvolti dall'esercizio del diritto e della giustizia possano operare senza ulteriori e insopportabili disagi e aggravi?
Un’ applicazione cieca e pedissequa, priva quindi della previa analisi e adeguata differenziazione dei casi, non meramente singoli, ma ascrivibili a sistemi territoriali e geografici che presentano peculiarità difficilmente riducibili. Ed infatti, nel Salento lo stato di agitazione e mobilitazione continua: da ultimo la giornata di protesta e astensione dalle udienze degli avvocati del distretto del Tribunale di Lecce del 13 ottobre scorso, dove sono stati simbolicamente occupati i locali del Tribunale Civile di via Brenta, con un'adesione pressoché totale degli interessati.
Ho riprovato con una lettera sperando di ricevere questa volta una risposta e soprattutto ottenere attenzione sulla questione, sulla quale avevo chiesto già un intervento del ministro mediante un atto di sindacato ispettivo ormai risalente a più di 2 anni fa e che rimane ancora oggi senza risposta.
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Sul Tar di Lecce, sventata una stortura. I passaggi parlamentari non sono una perdita di tempo

E' stato modificato il decreto che da ottobre prossimo riordina le sezioni distaccate dei tribunali amministrativi in tutta Italia. Il mantenimento della sede del Tar di Lecce è un atto di saggezza istituzionale che tutela gli equilibri e gli interessi della comunità. La modifica accolta stoppa una stortura che avrebbe avuto effetti devastanti: si voleva tagliare un pezzo di Stato con un criterio esclusivamente ragionieristico, andando a colpire però dove di fatto il problema dei costi non era incidente.

La funzione emendativa del Parlamento è servita a migliorare una determinazione del governo e a contenere gli effetti sulle popolazioni coinvolte di un provvedimento emanato attraverso il ricorso alla decretazione d’urgenza. In una fase così cruciale come quella che stiamo vivendo e interpretando, di riforma della Costituzione, allora val la pena di riflettere ancora una volta sulla importanza delle attività svolte dalle Commissioni e dalle Camere.

Insomma non sempre l’esecutivo che fa veloce fa bene. E i passaggi parlamentari non sono una perdita di tempo, perché il tempo può servire a migliorare e correggere interpretazioni in distonia con gli interessi dei territori . E la vicenda del Tar di Lecce è lì a ricordarcelo.

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Sciopero ad oltranza avvocati Foro Lecce, il ministro ascolti le motivazioni. Stop a giustizia a due velocità

“Il Ministro ponga un orecchio seriamente attento alle richieste che provengono dagli avvocati, e non si limiti ad un ascolto di cortesia. Dopo che avrà illustrato i progetti di riforma della giustizia a Stasburgo - che peraltro noi parlamentari italiani ancora non conosciamo - ascolti le ragioni degli avvocati italiani e dia spazio anche alle motivazioni dell’astensione ad oltranza ribadita dai legali del Foro leccese”. A dichiararlo è il senatore salentino Dario Stefàno.

“E giunto il momento – sottolinea – di ripristinare il corto circuito che in tutti questi anni ha posto il governo della cosa pubblica ad una distanza siderale dalla realtà. Quella vera, fatta di problemi veri e di difficoltà quotidiane anche nel garantire assistenza alla giustizia. Specie a quei cittadini, sempre più numerosi, che hanno difficoltà economiche e che per far quadrare i conti familiari, rinunciano ad intraprendere qualunque percorso legale per far valere i propri diritti”.

“Insomma - conclude Stefàno – si dia un segnale di inversione di rotta a quella parte consistente della popolazione che considera la giustizia a due velocità: quella di serie A, che riguarda una categoria di persone di questo Paese, quelle che hanno accesso a leggi ad personam, e la giustizia di serie B, che invece riguarda la stragrande maggioranza dei cittadini. Regalo della politica sulla giustizia fatta (o meglio, non fatta) dai governi di centrodestra che si sono succeduti negli ultimi vent’anni, ma purtroppo anche con gravi responsabilità del centrosinistra”.

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