Agricoltura, in Puglia serve cambiare passo

La denuncia del presidente di Coldiretti Puglia di ieri e quella di qualche giorno fa del presidente di Confagricoltura Bari, sullo stallo delle misure del PSR Puglia, e non solo, certificano una situazione che sarebbe utile provare a sanare subito, per non mettere a rischio la sopravvivenza del comparto agroalimentare pugliese.
L’empasse su molti dei punti chiave per il settore agricolo pugliese, denunciato dalle associazioni dei produttori desta non poche preoccupazioni, in un momento di grandi cambiamenti e di grosse criticità per la Puglia agricola, alle prese non solo con la tragedia Xyella.

Il fatto che, dopo 2 anni, siano due grandi organizzazioni nazionali ad esprimere un giudizio così severo, libera tutti dall'imbarazzo che lo stesso possa venire confuso come valutazione politica e strumentali ad altri fini. Al contrario, chiama alla responsabilità di essere conseguenti per invertire la rotta rispetto ad un biennio che rischia di farsi riconoscere solo per l'assenza di scelte.

E’ evidente che serve un cambio di passo deciso e veloce, così come sono certo che il presidente Emiliano si farà carico di assicurare una soluzione a tale situazione, un cambio di passo, perché ne va della sopravvivenza del sistema.
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Campo Progressista a Lecce

Lecce ospiterà “Campo Progressista”, l’iniziativa politica che vede impegnato, in prima persona, l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, con l’obiettivo di ricostruire un’area progressista e plurale, dialogante con il Partito Democratico.

“Una casa comune, punto di riferimento di tante donne e uomini interessati a recuperare il perimetro di un campo democratico, progressista e plurale che si candidi al buon governo dei territori e del Paese”, così ha definito l’iniziativa lo stesso Pisapia che il 16 gennaio sarà a Lecce, ospite dei “Dialoghi” de La Puglia in Più, il movimento politico di cui è presidente il senatore Dario Stefàno, anfitrione della serata, che accoglierà nella sala Bernini dell’Hotel Tiziano, dalle ore 18, numerose personalità politiche, sindaci, deputati e senatori, protagonisti di quelle liste o esperienze territoriali, passate e presenti, che hanno saputo dare vita a storie vincenti di coalizioni a forte trazione progressista, capaci di attuare riforme, di realizzare politiche innovative, nel solco del campo democratico e del centrosinistra.

A confrontarsi con l’ex primo cittadino di Milano, oltre naturalmente a Dario Stefàno, saranno il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, il Vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio e l’onorevole Bruno Tabacci.

All’incontro, moderato dal notista politico de La Repubblica Stefano Folli, è prevista la partecipazione di numerosi parlamentari di camera e senato.
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Fare chiarezza su traffico illecito diossina a Taranto

Il Presidente dell'associazione Peacelink, Alessandro Marescotti ha dichiarato che tutte le polveri di diossina prodotte dagli elettrofiltri del famigerato camino E312 dell’Ilva, finivano a Manduria, luogo in cui sembrerebbe esserci stata un'azienda che si occupava di smaltire le diverse tonnellate di diossina contenute in sacchi di tela-plastica chiamati "big bag". Siamo dinanzi a un fatto gravissimo. Con un'interrogazione, oggi ho chiedo al ministro Galletti di intervenire con estrema urgenza per fare luce su quanto dichiarato da Marescotti.

Durante un convegno Alessandro Marescotti ha precisato di aver ricevuto tale confidenza da un operaio che nel 2005 si occupava, inconsapevole del pericolo, di caricare i sacchi di diossina sul camion che li avrebbe poi trasportati dall'Ilva di Taranto a Manduria. Sempre secondo quanto affermato da Marescotti tale notizia sarebbe stata inserita anche nella parte secretata dei verbali di una sua audizione presso la commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti tenutasi nella Prefettura di Taranto l’11 marzo scorso, durante la quale lo stesso Marescotti avrebbe fornito anche ulteriori utili particolari come le generalità dell’operaio ILVA e il nome dell’azienda manduriana dove erano destinati i sacchi con i rifiuti.

I media locali hanno ripreso questa notizia generando preoccupazione e paura tra i cittadini della zona. Non si ha notizia infatti dell'esistenza di siti idonei ad accogliere rifiuti di quel tipo a Manduria mentre si conosce, attraverso le indicazioni circa la tracciabilità della diossina fornite da Ilva, come unico sito autorizzato ed esclusivo quello di Orbassano, in provincia di Torino.
Se tutto questo venisse confermato ci troveremmo dinanzi a episodi di assoluta gravità per l'ambiente e per la salute dei cittadini su cui il governo deve indagare immediatamente e attivarsi di conseguenza.
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Trasporto pubblico in Puglia: serve un tavolo con il MIT

La Puglia merita un servizio di mobilità adeguato e in tempi brevi. Soprattutto oggi, in una fase in cui ci siamo dimostrati capaci di mettere in campo un'offerta turistica di grande appeal, tra mare, borghi antichi, paesaggio rurale, cultura e arte, il Salento e la Puglia hanno bisogno di una migliore capacità di collegamento, di un sistema di mobilità efficiente e di un trasporto pubblico all'altezza. Per questo chiedo al Presidente Emiliano di convocare un tavolo tecnico con il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, insieme ai vertici di FSE per verificare stato e qualità dei servizi.

E’ stringente la necessità di dare soluzione ad un problema denunciato non solo dai turisti  ma anche dai pugliesi, che hanno lanciato anche una petizione sul web per richiedere un sistema di trasporti pubblici finalmente efficiente per l'intera area del Salento. Una petizione che si aggiunge alle numerose richieste di potenziamento del sistema trasporti pugliese e mette in evidenza, ancora una volta, un problema di tutta la comunità, più volte rilanciato anche dagli organi di informazione.

Nei mesi estivi l’assenza di un numero di vettori adeguato acuisce una situazione di difficile percorrenza delle tratte interne che si registra per tutto il resto dell'anno. Attivare il servizio del Frecciarossa da Milano fino al capoluogo salentino, anche se solo nei week end, è sicuramente un bel risultato che abbiamo raggiunto insieme a cittadini, amministratori e sistema dell'informazione, ma non può essere considerato un traguardo. Anzi, deve essere inteso punto di partenza. Tanto più perché sull’infrastruttura ferroviaria esistente l’"alta velocità" viene meno.

E' arrivato il tempo di passare dai buoni propositi alla progettazione e alla realizzazione, per dare in tempi brevi un servizio di mobilità adeguato, come la tanto attesa metropolitana di superficie, lasciandoci alle spalle i disastri ricevuti in eredità dai vertici delle Ferrovie Sud Est che abbiamo il dovere di trasformare in opportunità di riscatto. E' arrivato il tempo di operare con determinazione sulle competenze proprie in tema di TPL in testa alla Regione ma anche di chiedere al governo nazionale di rispondere alle aspettative che il territorio reclama.
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Bene attenzione del Governo, ora seguano fatti concreti. Stop a polemiche

Con il dibattito in corso tra governo regionale e nazionale, in relazione alle risorse da impegnare nel Patto per il Sud, il dato politico ora c’è. Attendiamo conseguenti atti concreti, sperando in uno stop della contesa politica che rischia di discriminare la Puglia. La nostra regione deve, invece, essere rimessa al centro dell'iniziativa di governo, con urgenza, perché determinante per il rilancio di tutto il Mezzogiorno.
Con una risoluzione al DEF presentata ieri in Senato, ho chiesto al Governo di sviluppare un Piano Nazionale per riequilibrare gli investimenti sui territori, ridurre il gap tra Nord e Sud e, di conseguenza, adottare per il Mezzogiorno politiche di coesione sociale, economica ed istituzionale che possano essere tradotte in investimenti per il potenziamento del sistema infrastrutturale, in politiche di contrasto alla dispersione scolastica ed alla disoccupazione e per la soluzione delle vertenze aperte, in iniziative di valorizzazione di risorse e vocazioni produttive dei luoghi, in interventi di bonifica e tutela ambientale con il pieno coinvolgimento del mondo dell'università e della ricerca.
Ieri, in Aula il governo ha accolto l'indirizzo politico del mio documento, predisposto insieme al collega Luciano Uras, e questo indica una volontà di aumentare l'attenzione al Sud che deve essere incoraggiata in ogni ruolo e funzione. Mi dispiacerebbe se, invece, finisse ostacolata da una pruriginosa discussione politica tra istituzioni o leader locali e nazionali.
Certo ora occorrerà corroborare questa intenzione con provvedimenti concreti e tangibili ed a noi spetta il compito di vigilare affinché ciò avvenga nei differenti livelli istituzionali, nazionali o locali. Ma non dimentichiamo mai che rappresentiamo i Pugliesi e che dobbiamo lavorare anzitutto per il bene della Puglia e della sua comunità.

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Braccio di ferro è inutile e dannoso

Il referendum è, per antonomasia, lo strumento di consultazione popolare sul quale nessuno può immaginare di interpretare o costruire leadership personali. È stato sbagliato viverlo così sin dall’inizio, perseverare ancora anche sul risultato sarebbe un doppio errore: evitiamo di fare altri danni.

È stato un errore a monte assecondando interpretazioni personali, vivere la battaglia referendaria come un braccio di ferro fra leader, come un’occasione per misurarsi. Ancor più sbagliato sarebbe se si perseverasse oggi, utilizzando l’esito del referendum come terreno di scontro, come la rivendicazione di un risultato personale.

Il 30% del referendum benché lontano dal quorum ha espresso una sensibilità diffusa, e anche politicamente trasversale, che poco si presta a utilizzi strumentali che, peraltro, rischierebbero di ripercuotersi anche sulla Puglia. D’altro canto, quello stesso 30% non può essere ignorato dal presidente Renzi ma, al contrario, tenuto dentro il disegno di politiche di governo innovative, nell’ottica di una politica energetica nuova di cui il nostro Paese ha urgente necessità. Basta bracci di ferro inutili e dannosi.

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Stabilizzare i precari di ARPA Puglia

Il Governo recuperi il terreno rispetto ad un grave sbaglio: provveda subito ad estendere la stabilizzazione anche ai lavoratori precari dell'Arpa. L'ho chiesto in una interrogazione rivolta al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Enrico Costa, e al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Marianna Madia.

Non è chiara, infatti, la logica secondo la quale il Governo abbia impugnato un provvedimento che in realtà non fa altro che centrare in pieno gli obiettivi più volte dichiarati dall'esecutivo stesso e propri della riforma del Jobs Act: cioè stabilizzare i dipendenti della pubblica amministrazione.

Con l'impugnativa, si sta di fatto consentendo esclusivamente una sanatoria per il personale precario degli uffici regionali e non, invece, anche per i lavoratori a tempo determinato occupati in attività istituzionali nelle altre amministrazioni pubbliche.

I dipendenti a tempo determinato di ARPA sono stati tutti assunti a seguito di selezioni di evidenza pubblica, fanno parte dell'organico dell'Agenzia, hanno ampiamente maturato i 36 mesi di servizio e svolgono attività, quasi esclusivamente, di carattere istituzionale. Non capisco perchè non si voglia porre rimedio alle situazioni irregolari determinatesi a seguito del ricorso improprio ai contratti di lavoro flessibile per esigenze legate al fabbisogno ordinario, nonostante la Corte di Giustizia Europea abbia già ammonito l'Italia per l'abuso di personale a tempo determinato.
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Di seguito l'interrogazione


INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

Al Ministro per gli Affari regionali e le autonomie e al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione

Premesso che:

il comma 529 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 consente alle sole Regioni di procedere alla stabilizzazione del personale precario che abbia maturato 36 mesi di anzianità al 31.12.2013, termine differito al 31.12.2015 dal comma 776 della Legge Finanziaria 2016;

Con la legge n. 47 del 11/11/2014, la Regione Puglia ha recepito quanto disposto dal suddetto comma 529, tentando di fornire una risposta al precariato non esclusivamente regionale, e con l’art. 4 della stessa legge, anche degli enti e amministrazioni territoriali con funzioni strumentali ad essa;

tale provvedimento normativo è stato successivamente impugnato dal Governo che ha ritenuto che alcune disposizioni in materia di stabilizzazione del personale fossero in contrasto con i principi stabiliti dalla legislazione statale;

il 25 febbraio u.s., con sentenza n. 37, la Corte Costituzionale si è espressa nel merito considerando incostituzionale il suddetto articolo 4 della LR n. 47/14, che estendeva anche «alle agenzie regionali, agli enti, all’Autorità di bacino e alle società in house della Regione Puglia» quanto previsto dalla disciplina statale sulla stabilizzazione del personale precario;

sembra pertanto rimanere oscura la logica del legislatore nazionale in tale merito dal momento che consente, di fatto, una sanatoria per il solo personale precario regionale, non considerando le altre amministrazioni pubbliche, che come ad esempio l'ARPA, si avvalgono di personale a tempo determinato per l'espletamento di attività istituzionali;

il reclutamento di personale con procedure straordinarie ed eccezionale, atto a superare il precariato e a porre rimedio alle situazioni irregolari determinatesi a seguito del ricorso improprio ai contratti di lavoro flessibile per esigenze legate al fabbisogno ordinario, dovrebbe basarsi, non sull'appartenenza ad una specifica pubblica amministrazione, ma sui requisiti essenziali posseduti dagli lavoratori;

i dipendenti a tempo determinato di ARPA sono stati tutti assunti a seguito di selezioni di evidenza pubblica, sono previsti nella dotazione organica dell'Agenzia, hanno ampiamente maturato i 36 mesi di servizio e svolgono attività, quasi esclusivamente, di carattere istituzionale, tra le quali le funzioni di monitoraggio e controllo ambientale necessarie per la tutela del territorio pugliese, affidatele dalla stessa Amministrazione regionale;

la Corte di Giustizia Europea ha già ammonito il Legislatore Italiano per l'abuso di personale a tempo determinato e ha disposto, con la cosiddetta “Sentenza Mascolo” del 26 novembre 2014, la conversione del contratto della ricorrente da tempo determinato a tempo indeterminato,

si chiede di sapere:

se i Ministri interrogati non intendano riconsiderare le linee della normativa sovra riportata alla luce anche degli obiettivi più volte dichiarati propri alla riforma del Jobs Act.

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Negare utilità rotte low cost vuol dire negare l'evidenza

Ho letto le notizie diffuse dai media in merito al rinvio del via libera della convenzione per il 2015 con Ryanair. Credo che i collegamenti low cost abbiano offerto un contributo importantissimo per connettere la Puglia al resto d’Italia e alle principali città europee. La Regione deve lavorare per consolidare questa opportunità.

Non dobbiamo cercare le ragioni chissà dove, è sufficiente dare uno sguardo ai dati relativi ai passeggeri e ai trend dei flussi turistici negli Aeroporti di Puglia per capire che l’intuizione di collegare la Puglia con il resto d’Europa ha prodotto, in questi anni, ottimi e tangibili risultati con ricadute importanti sull’economia del territorio, per la ripresa di alcuni settori e per il sistema occupazionale. E’ vero, la correttezza e la trasparenza nelle procedure devono sempre accompagnare l’attività nella Pubblica Amministrazione, ma non bisogna cedere a nessuna tentazione di cambiare, per principio, strumenti che hanno dimostrato di generare performance elevate. 

Semmai proprio in forza di quello che è accaduto in questi anni, oggi tutte le energie devono essere concentrate su iniziative di realizzazione di collegamenti intermodali, anche attraverso il potenziamento di strutture già esistenti. Perché, se in questi anni abbiamo dimostrato che la pretesa campanilistica non è né sostenibile e né utile, dall’altro è evidente che dobbiamo investire sul rafforzamento della mobilità regionale per permettere a chi atterra sul territorio pugliese di raggiungere agevolmente e in autonomia tutti gli angoli di questa straordinaria terra.

La battaglia condotta per il prolungamento del servizio del Frecciarossa in Puglia ha senso solo se si lavora alla realizzazione di un sistema integrato di trasporti che sia in grado di sostenere gli hub aeroportuali che hanno, nel frattempo, aumentato a dismisura i flussi e di prevedere piattaforme di mobilità regionale capaci di creare collegamenti efficienti e moderni su tutto il territorio.
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