Agricoltura, in Puglia serve cambiare passo

La denuncia del presidente di Coldiretti Puglia di ieri e quella di qualche giorno fa del presidente di Confagricoltura Bari, sullo stallo delle misure del PSR Puglia, e non solo, certificano una situazione che sarebbe utile provare a sanare subito, per non mettere a rischio la sopravvivenza del comparto agroalimentare pugliese.
L’empasse su molti dei punti chiave per il settore agricolo pugliese, denunciato dalle associazioni dei produttori desta non poche preoccupazioni, in un momento di grandi cambiamenti e di grosse criticità per la Puglia agricola, alle prese non solo con la tragedia Xyella.

Il fatto che, dopo 2 anni, siano due grandi organizzazioni nazionali ad esprimere un giudizio così severo, libera tutti dall'imbarazzo che lo stesso possa venire confuso come valutazione politica e strumentali ad altri fini. Al contrario, chiama alla responsabilità di essere conseguenti per invertire la rotta rispetto ad un biennio che rischia di farsi riconoscere solo per l'assenza di scelte.

E’ evidente che serve un cambio di passo deciso e veloce, così come sono certo che il presidente Emiliano si farà carico di assicurare una soluzione a tale situazione, un cambio di passo, perché ne va della sopravvivenza del sistema.
  • Pubblicato in Notizie

Agrumeti, salvaguardiamo colture e culture

Di seguito il mio intervento in Aula del Senato durante la Seduta Pubblica n.827 relativamente al ddl 1641 (Disposizioni per la salvaguardia degli agrumeti caratteristici).

Signora Presidente,
il mio sarà un breve intervento, considerato che il provvedimento giunge al termine di una fase tralaticia, come hanno ribadito tutti i colleghi che mi hanno preceduto. Esso ci viene consegnato dalla precedente legislatura, quando, per diverse ragioni, non aveva segnato il traguardo della sua formulazione in legge, pur avendo una pressoché unanime condivisione. Raccogliamo oggi in quest'Aula una più generale esigenza di mettere in sicurezza colture e culture. Mi riferisco in questo caso a quella degli agrumeti, che caratterizzano il nostro paesaggio, il nostro territorio e che sono il testimone che dovremmo consegnare alle nuove generazioni. Il provvedimento esprime anche, credo, una nostra ritrovata capacità di voler investire sulle specificità del nostro territorio, chiudendo una fase molto lunga nella quale abbiamo vissuto le nostre peculiarità produttive e paesaggistiche quasi come un fardello, una zavorra che frenava l'esigenza di modernizzare il Paese, convertendolo ad altre colture e ad altre culture.

Il provvedimento di oggi è sicuramente significativo: mette un tassello. Un tassello dal quale è troppo difficile immaginare il disegno completo, ma rappresenta un tassello di un mosaico più ampio che dovremo continuare a costruire, non attraverso normative nazionali, ma con un nostro impegno più significativo nel quadro europeo. Da europeista convinto, penso che ci ritroviamo nella necessità di interpretare strumenti normativi nazionali per difendere, recuperare e valorizzare le nostre identità culturali e paesaggistiche, perché per troppo tempo abbiamo abbracciato un'idea di Europa che ha tentato di standardizzarci non dandoci la possibilità di mettere in evidenza le particolarità dei singoli territori.

Credo che dovremmo impegnarci su quel fronte, anche in forza di quanto sta accadendo negli ultimi anni: queste nostre culture e colture caratteristiche sono sempre più minacciate da emergenze fitosanitarie, frutto di una globalizzazione senza regole che l'Unione europea non ha saputo dirigere con il piglio di chi doveva invece determinare condizioni di tutela. Il provvedimento di oggi quindi va bene, anche se è un provvedimento che non può essere esaustivo né per gli agrumeti né per le nostre peculiarità produttive, ma pensiamo a cosa sono per noi gli ulivi secolari, cosa sono le viti, cosa è tutto quel patrimonio paesaggistico che abbiamo il compito di valorizzare. Ben venga allora questo provvedimento, anch'io lo ho condiviso in Commissione e lo condivido qui in Assemblea, ma solo se esso rappresenta il viatico di un nuovo impegno che andiamo ad assumere in un'Europa che vorremmo ci accompagnasse in questi processi di recupero delle nostre identità. Un Paese come il nostro, riconosciuto in tutto il mondo come Paese a maggior significato nelle produzioni primarie e nelle specificità paesaggistiche territoriali, ha la necessità di ricominciare, investendo sulla propria identità, sulla propria storia, sui testimoni che ci vengono consegnati da generazioni di agricoltori.

Anche a tale proposito mi viene facile dire che un Paese che non investe nella valorizzazione del proprio passato è un Paese che non ha prospettiva. Aderiamo allora tutti quanti - io per primo - a questo provvedimento, ma facciamo sì che sia solo l'inizio di una volontà politica nuova.

Signor Vice Ministro, Governo, abbiamo necessità che di questi provvedimenti in futuro non ci sia più bisogno, perché avremo avuto la possibilità di incidere su politiche europee che ci consentono di salvaguardare e valorizzare le nostre identità e non di difenderle dalle imitazioni. Finché l'Europa consentirà di avere un'indicazione geografica protetta che permette che una burrata di Andria venga prodotta con la cagliata tedesca, lavorata in Francia e poi imbustata ad Andria, avremo anche la forza di varare provvedimenti di valorizzazione come questo, ma saremo destinati a perdere, perché la nostra battaglia dobbiamo consumarla su quel fronte e non attraverso singoli interventi normativi, peraltro con risorse finanziarie sempre troppo scarse per vincere una sfida che potremmo vincere invece con maggiore agilità.
  • Pubblicato in Notizie

Xylella: Inadeguati i criteri di accesso agli indennizzi

La Regione Puglia ha prorogato dal 30 aprile 2017 al 31 maggio il termine delle domande per gli indennizzi per i danni causati dal batterio Xylella. Ma immaginare di proseguire in ordine sparso rischia di arrecare più danni della Xylella stessa.

La decisione, pubblicata lo scorso 27 aprile sul sito Psr Puglia, di far slittare il termine senza però nessuna revisione delle modalità di presentazione delle domande rischia di essere totalmente priva di efficacia.

Sul piatto, infatti, pesa in modo assai preoccupante la diffusa - e peraltro più volte evidenziata dalle associazioni di categoria - impossibilità di rendere queste risorse realmente accessibili in ragione del parametro selezionato per riconoscere i mancati redditi. Ma non è tutto: a preoccupare ulteriormente è la scelta operata con la sottomisura 4.1 relativa al sostegno agli investimenti nelle aziende agricole site nei territori pugliesi colpiti da Xylella. Con tale bando, si rischia di innescare un circuito di forti conflittualità tra aziende che insistono nei territori colpiti da Xylella. Si rischia di alimentare una insana, pregiudizievole ed esiziale competizione tra queste aziende. La caduta critica di questa misura, infatti, è nel fatto che in condizioni straordinarie, come quella attuale, non si può immaginare di operare secondo percorsi ordinari. Sarebbe stato più opportuno indire un bando totalmente dedicato alle aziende colpite da Xylella o, diversamente, approntare una selezione di criteri tarati sulla presenza di questo batterio killer, o, ancora, predisporre una plurimisura, partendo ad esempio dalla sottomisura 5.2 che ha come scopo specifico quello di ripristinare il patrimonio agricolo e zootecnico danneggiato da calamità, avversità ed eventi catastrofici.

Una insufficiente capacità analitica pregiudica sempre l'azione amministrativa e, di conseguenza, rende più difficoltosa l'individuazione di strumenti realmente utili, ovvero capaci di rispondere agli effettivi bisogni del territorio. E sul tema xylella le aspettative del comparto sono note e chiare da tempo.
  • Pubblicato in Notizie

Sbloccare subito iter autorizzativo per gli agriturismi in Puglia

Condivido le preoccupazioni dell'Ordine degli Agronomi di Lecce sull'ingolfamento nella lavorazione delle autorizzazioni per l'avvio delle aziende agricole in Puglia. Non è ammissibile che a finire nelle spire dei vuoti normativi sia un settore in crescita e, con esso, quanti intendono cominciare a misurarsi in questo campo. La Regione Puglia si attivi immediatamente per risolvere questo paradosso, avocando a sé la possibilità di istruire le pratiche per l’avvio degli agriturismi.

Non possiamo nasconderlo: questa situazione incresciosa è figlia delle modifiche sugli assetti e sulle funzioni delle amministrazioni provinciali previste dalla riforma degli enti locali, la cosiddetta riforma Delrio, che hanno creato una serie di malintesi rispetto alle competenze in capo a ciascun livello amministrativo. Alcune competenze sottratte alle province stanno facendo andare in tilt i comuni, già vessati dai blocchi delle assunzioni che penalizzano gli organici, e questa è una di quelle. Se è vero che la riforma ha creato dei vuoti incredibili è anche vero che non si può assistere all’inerzia delle Regioni. Non possiamo accettare che a pagare il prezzo alto, come al solito, siano i cittadini e chi ha voglia di intraprendere un’attività.

Ci troviamo, oltretutto, dinanzi a una circostanza ulteriormente aggravata perché in questa vicenda il danno riguarda uno dei settori che, nonostante la crisi e la recessione, sta registrando ogni anno trend in crescita, assicurando un aumento dei lavoratori indipendenti e dei lavori dipendenti e sta contribuendo alla promozione del nostro patrimonio rurale e delle nostre produzioni. Occorre, in ultimo, considerare - conclude Stefàno - che è attiva una misura del Piano di Sviluppo Rurale specifica per questo settore e il rischio è che venga penalizzato il territorio della provincia di Lecce.
  • Pubblicato in Notizie

Dati export danneggiano il sud

Le rilevazioni Istat sulle esportazioni del vino, relative all'annualità 2016, ripropongono la stessa discrasia che ho evidenziato lo scorso anno. Non viene riconosciuta ad alcuni territori la titolarità delle esportazioni e a farne le spese, come al solito, sono alcune regioni del sud che hanno fatto, in questi anni, grandi sforzi per l'internazionalizzazione, come Puglia e Sicilia". Ho presentato una interrogazione al Ministro Maurizio Martina.

Il problema è sempre lo stesso e ho già provveduto a evidenziarlo lo scorso anno, attraverso una conferenza stampa e una lettera al Mipaaf: l'attuale sistema di rilevazione dei dati export del vino italiano, operato da Istat, fa riferimento al luogo di sdoganamento dei prodotti e non tiene invece conto del luogo d'origine. Questo criterio genera un meccanismo perverso: più una regione del sud esporta, più aumenta la propensione all'export delle regioni del nord con la logistica più sviluppata.

Per intenderci, se il vino prodotto dalla Puglia viene sdoganato all'estero dal Piemonte, verrà riconosciuta a quest'ultimo la propensione all'export ma il vino è pugliese. Questa percentuale "dopata" produce ingenti danni tra cui una non corretta e ingiusta ripartizione dei fondi OCM oppure una distrazione degli interessi commerciali, anche per investimenti privati, verso le regioni più performanti.

Avevo già lanciato l'idea di un tavolo tecnico presso il Mipaaf al fine di redigere, insieme a ISMEA, Agenzia delle Dogane e ISTAT, i codici di nomenclatura combinata per tutte le regioni mancanti per ottenere il dato reale, ora chiedo al Ministro di cercare una soluzione per sanare questa pericolosa discrasia che danneggia, tanto per cambiare, il Mezzogiorno.
  • Pubblicato in Notizie

Modificare disposizioni reimpianto vite

Ho presentato una interrogazione al Ministro Martina. Il Mipaaf deve modificare con urgenza la normativa sul reimpianto della vite affinché le autorizzazioni vengano utilizzate sì dalla stessa azienda ma con applicazione presso lo stesso territorio della regione di origine della richiesta. Altrimenti rischiamo una drammatica riduzione del potenziale vitivinicolo delle regioni da cui si estirpa la coltura.

Il decreto ministeriale che traduce il regolamento comunitario sul sistema per gli impianti viticoli stabilisce che le autorizzazioni per i reimpianti sono concesse ai produttori che estirpano una superficie vitata e che presentano una richiesta alle Regioni competenti. Tali autorizzazioni sono utilizzabili, da norma, dalla stessa azienda che ha proceduto all’estirpazione e corrispondono ad una superficie equivalente alla superficie estirpata in coltura pura. 

Cosa sta accadendo? Facendo ricorso a una semplice stipula di contratto d'affitto di una superficie vitata, sempre previa autorizzazione del proprietario, è possibile ottenere il rilascio di un'autorizzazione al reimpianto che, a quel punto, viene effettuato presso un'altra superficie della stessa azienda ma situata fuori dai confini regionali di origine.  Di fatto, è come se si trasferisse la superficie vitata in un'altra regione con la conseguente riduzione del potenziale produttivo nei territori che subiscono questa procedura. Una situazione che di certo sta contribuendo ad un inasprimento della crisi economica e occupazionale per alcune zone a vocazione vitivinicola.
  • Pubblicato in Notizie

Agricoltura via maestra per recuperare gap tra sud e nord

Le cifre pubblicate da Ismea Svimez sono la conferma che il Sud può vincere la sfida scommettendo sulla sua vocazione agricola e sulle sue tipicità, riducendo il gap con il resto del Paese e per provare a chiudere definitivamente il brutto capitolo che vede l'Italia viaggiare a due velocità.

Nel Mezzogiorno subiamo particolarmente, e da sempre, l'assenza di una politica industriale nazionale, che con gli anni è stata colpevolmente sostituita - è il caso di dirlo - con meccanismi e approcci di stampo assistenzialistico.
Uno degli effetti prodotti con tale approccio è stato l'abbandono delle campagne con la conseguente incuria del patrimonio rurale che ci ha esposto al rischio di perdere definitivamente una tradizione autentica ed una cultura preziosa come quella agricola.

Scommettere sull'agroalimentare ci ha permesso, soprattutto, di poter avviare un ricambio generazionale. Giovani che, finalmente, non si vergognano più della loro identiatà territoriale e ritornano nei campi, mossi dal bisogno di concretezza ma anche incoraggiati da politiche pubbliche territoriali, come quelle che abbiamo messo in campo in Puglia con la programmazione comunitaria 2007-2013, che hanno permesso a qualche migliaio di giovani di tornare ad insediarsi nelle campagne con progetti innovativi o con la relazzazione di investimenti pubblici capaci di portare finalmente la fibra ottica per un accesso veloce a internet nelle zone rurali.

In questa direzione viaggia anche il testo all'esame della IX Commissione in senato sull'enoturismo: una grande opportunità occupazionale per i nostri giovani e occasione di sviluppo per i nostri territori che stanno diventando destinazioni ambite per il turismo enogastronomico mondiale.

Dobbiamo puntare a snellire la burocrazia e continuare a combattere per avere regolamenti comunitari più vicini alle esigenze dei produttori ed alle ambizioni delle realtà locali.

  • Pubblicato in Notizie

Ora norme per l'enoturismo

Oggi la Camera dei Deputati ha approvato in via  definitiva il Testo Unico sul Vino. E' una risposta che un settore vivace come quello del vino attendeva da tempo ed è un bene che sia arrivata con un impegno unanime e trasversale. Adesso pensiamo subito al prossimo step, concentriamoci sullo sviluppo di norme puntuali e innovative per regolare l'enoturismo, dimensione che purtroppo in questa prima fase è stata sacrificata.

Il settore può finalmente contare su un provvedimento che riordina la materia. È un bel passo avanti che però apprezzeremo ancora di più quando assoceremo ad esso un provvedimento ad hoc per l’enoturismo, vera front-line nel rapporto tra produttori e fruitori del vino italiano. I numeri sui flussi turistici e sui fatturati delle nostre cantine parlano chiaro e sono lì a ricordarci che la capacità di raccontare il vino, il wine-telling, è sempre più ricercata ma ha bisogno di un supporto legislativo.

Siamo i primi produttori al mondo per quantità e qualità: è arrivato il momento di costruire una filiera capace di raccontare il vino, dalla sua componente minerale a quella storica e culturale. Auspico si possa chiudere presto il cerchio per permettere agli operatori italiani del settore di continuare a crescere, raggiungendo vette sempre più alte e capitalizzando gli sforzi e gli investimenti fatti nella direzione di una capacità produttiva di qualità e autentica.
  • Pubblicato in Notizie
Sottoscrivi questo feed RSS

Usiamo i cookie per migliorare la tua esperienza nell'uso di questo sito. I cookie su questo sito vengono usati per le operazioni essenziali e per il corretto funzionamento del sito stesso. Per avere maggiori informazioni leggi la nostra cookie policy.

Continuando la navigazione accetterai l'uso di questi cookie.

EU Cookie Directive Module Information