Xylella, solidarietà delle altre Regioni, rimodulando tutti i PSR in favore della Puglia, come in passato è stato fatto in occasione dei terremoti

Ho scritto questa lettera al presidente Emiliano proponendogli una strada che da assessore regionale ho praticato in occasione del terremoto dell'Emilia Romagna:

"Gentile Presidente, caro Michele,

Ti scrivo questa nota per riportarti, ancora una volta, il grido di dolore del Salento e le tante richieste d'aiuto che ho ricevuto in quest'ultimo periodo sulla gravissima questione della Xylella fastidiosa. Larga parte dei territori olivetati del Salento oggi appaiono desertificati e sono divenuti improduttivi, con danni irreparabili per il paesaggio e per l'economia. Se ancora qualcuno nutriva qualche dubbio sull'esistenza della malattia e sulla sua pericolosità, oggi i fatti dimostrano, con certezza, la complessità del fenomeno patologico.

La velocità con cui la malattia si sta diffondendo ci fa temere non solo che possa essere a rischio il resto della Puglia, ma anche che possa travalicare i confini agricoli per sfociare in un problema di carattere sociale, con la minaccia per migliaia di occupati nelle aziende agricole e nei frantoi oleari.

Nella mia attività di parlamentare nella legislatura che si conclude ho dato il mio contributo con interventi normativi che individuano risorse economiche e misure tese ad alleviare il problema.

Ti chiedo di assumere ogni iniziativa possibile per fronteggiare la malattia e contenerne la sua diffusione e ricercare le risorse necessarie ad alleviare la sofferenza dei tanti agricoltori e vivaisti coinvolti e incoraggiare l'esecuzione delle necessarie pratiche agronomiche per impedire l'ulteriore diffusione e per rilanciare il comparto ora che, finalmente, l’Europa ha aperto al reimpianto.

In questo senso, sarebbe un segno di solidarietà concreta da parte delle altre Regioni italiane, una loro contribuzione finanziaria attraverso una rimodulazione dei PSR 2014/2020 a favore del PSR della Puglia, da destinare a interventi di prevenzione e contenimento della malattia e agli investimenti necessari per sostenere i reimpianti e le pratiche agronomiche negli oliveti, anche in quelli gestiti non da imprese agricoli che nel Salento sono tantissimi.

Come sai interventi di rimodulazione solidale delle risorse Feasr sono stati già approvati, in sede di Conferenza Stato-Regioni per il terremoto in Emilia Romagna, quando io ero assessore regionale e, più di recente, per il terremoto in Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio.

Non è mia intenzione porre sullo stesso piano le due calamità, anche solo pensando alla perdita di vite umane provocate dai terremoti. Credo però che questa terribile fitopatia non possa essere considerata un problema esclusivo della Puglia e che, dunque, necessiti della condivisione e della solidarietà delle altre realtà regionali, anche per il peso finanziario che la Xylella determina.

Ti affido questa riflessione, nella certezza che saprai esplorare al meglio questa ulteriore strada per provare a ridare ossigeno e speranza ad un territorio martoriato”.
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Un piano speciale per l’Agricoltura per incentivare la nascita di start up di giovani

Voglio rendere la Puglia un grande laboratorio a cielo aperto con l’obiettivo di un’agricoltura moderna, di un comparto giovane e multifunzionale. 

Quando mi sono occupato per la prima volta di agricoltura da assessore regionale – prosegue -  sul settore pendeva una percezione ancora negativa, vissuto soprattutto dalle giovani generazioni come qualcosa da cui fuggire. Negli anni siamo riusciti a invertire quel fenomeno: tantissimi giovani hanno scelto la terra, sono diventati i nuovi agricoltori, iniziando concretamente quel ricambio generazionale che è essenziale e che non si è più fermato.

La Puglia, peraltro, ha una ricchezza di biodiversità straordinaria, che abbiamo il dovere di difendere, investendo in innovazione e ricerca.  La grande opportunità per l’agricoltura passa, infatti, dalla capacità di affiancare tecnologia e sostenibilità̀. Penso ad un Piano speciale che abbia l’obiettivo di incentivare la nascita di startup di giovani che intendono investire nel settore dell'agricoltura e dell'agroalimentare. Un piano che irrori il settore di linfa giovane, capace di prospettare soluzioni veramente innovative, di cui ho discusso a lungo con diversi esponenti delle associazioni di categoria del comparto che condividono con me quest’idea.

Vogliamo far emergere il talento delle nuove generazioni e l'esperienza delle vecchie, vogliamo offrire un'opportunità di sviluppo per un intero territorio. Se penso alla Puglia e ai tanti ragazzi che la Regione ha formato e fatto studiare, penso a un capitale inestimabile che va valorizzato. Startup non significa solo innovazione tecnologica, vuol dire anche innovazione sociale e organizzativa, qualità, ecologia e cultura.

Significa accompagnare la nostra agricoltura verso una più completa multifunzionalità e una indispensabile sostenibilità, capace di assolvere a più compiti: riconversione ambientale, turismo, cultura, sociale.
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Incontro CIA a Lecce

Alle ore 18.00  parteciperà all’iniziativa organizzata dalla Cia “L’olivicoltura salentina nella prospettiva della futura Politica Agricola Comunitaria” (Lecce, Hotel Tiziano) alla quale parteciperanno Benedetto Accogli, presidente Cia Salento, Raffaele Carrabba presidente Cia Puglia, Gennaro Sicolo presidente Consorzio nazionale Olivicoltori e Alessandra De Santis responsabile Ufficio Cia Bruxelles. Le conclusioni sono affidate a Dario Stefàno.
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Innovazione pilastro per il futuro, decisivo puntare su agricoltura di precisione

Aver investito sulla filiera agricola non è significato solo aiutare l’arricchimento qualitativo delle produzioni, la loro attrattiva da un punto di vista delle qualità organolettiche e di gusti, ma è significato anche arricchirla di competenze e di nuove professionalità. 

Il mondo informatico, ad esempio oggi è tutto concentrato sulla elaborazione di sistemi e tecniche relative alla cosiddetta agricoltura di precisione.  Il nostro sistema infatti oggi è certamente in grado di raccogliere la sfida dell’innovazione a 360 gradi, non solo intesa più come ammodernamento delle macchine, del trattore, ma come innovazione complessiva del processo produttivo, della organizzazione, del ciclo completo che non investe solo più il dato produttivo ma anche la capacità di essere attrattivi e raggiungere i mercati più esigenti o i nuovi mercati. 

L’obiettivo   è attraverso l’innovazione riuscire a trasformare la sfida della globalizzazione in opportunità per l’intera filiera agroalimentare, anche nell’ottica del cambiamento climatico. L’innovazione deve essere il pilastro per il futuro, per accrescere la competitività e costruire le condizioni necessarie affinché le generazioni digital native possano domani interessarsi della nostra agricoltura
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A Manduria Tre storie della nostra terra

Tre storie che parlano di Sud, di radici identitarie, di ritorno alla terra e di futuro.

Le generazioni a confronto con Dario Stefàno - candidato nel Collegio Uninominale Puglia 5 (Lecce - Francavilla), moderate da Antonio Stornaiolo, saranno quelle di: Fulvio Filo Schiavoni, presidente Consorzio Produttori Vini di Manduria, nella cui sede è stato allestito il Museo della civiltà del vino Primitivo; Salvatore De Pasquale, giovane proveniente da una storica famiglia di macellai, che ha deciso di innovare l'attività familiare, creando un prodotto originale: il capocollo al primitivo di Manduria; e infine Gloria Battista di Vinolia, associazione che si occupa di far conoscere il territorio attraverso i suoi prodotti più rappresentativi, vino e olio, mediante eventi gastronomici che sanno mixare la storia, le tradizioni, le qualità alimentari dei prodotti.

L’iniziativa, che si svolgerà sabato 10 febbraio alle 18.30 al Reggia Domizia di Manduria (SS 7 ter per Sava) si chiuderà con una degustazione di vini e oli del territorio.
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TRE STORIE DELLA NOSTRA TERRA, GENERAZIONI A CONFRONTO CON DARIO STEFÀNO

Tre storie che parlano di Sud, di radici identitarie, di ritorno alla terra e di futuro. Sono le storie che i diretti protagonisti ci racconteranno sabato 10 febbraio a Manduria, città pugliese divenuta con il suo prodotto di punta, il Primitivo di Manduria, simbolo del riscatto possibile, delle ambizioni che diventano realtà, di impegno e fatica ma anche di successi e riconoscimenti meritati. Oggi il Primitivo di Manduria, infatti, un tempo utilizzato esclusivamente come vino da taglio per irrobustire etichette blasonate di altri territori, è divenuto sinonimo del Made in Puglia di qualità, famoso, apprezzato e ricercato in tutto il mondo.

Occasione sarà la presentazione della mia candidatura al Senato della Repubblica per la coalizione di centrosinistra al Collegio uninominale Lecce – Francavilla, di cui fanno parte anche i comuni di Manduria, Sava, Avetrana, Torricella e Maruggio e per il Partito Democratico come capolista al collegio plurinominale Puglia Sud.

Generazioni a confronto con cui avrò il piacere di dialogare per fissare i punti programmatici del centrosinistra nella competizione elettorale per le Politiche del 4 marzo con cui rafforzare i traguardi indiscutibili già raggiunti dal comparto agricolo pugliese, partendo dalle norme sull’enoturismo recentemente approvate dal Parlamento, che portano proprio la firma di Stefàno, estese anche al settore dell’olio.

 Ora dobbiamo fare ancora di più e meglio per tutelare il reddito degli agricoltori, dei pescatori, dei produttori a partire dalla formazione dei prezzi, per l’equa distribuzione del valore nelle filiere e per garantire la dignità di chi produce e favorire la qualità nel lavoro agricolo.  Occorre tenere ferma la bussola sulla qualità con l’obiettivo della multifunzionalità e di una migliore organizzazione dei produttori, attraverso accordi di filiera, reti e distretti.  Occorre insistere sul ricambio generazionale e sui giovani, come ci dimostra l’esperienza felice della Puglia,  anche attraverso il potenziamento di strumenti concreti come i mutui a tasso zero e una corsia preferenziale per riportare all’agricoltura terre pubbliche”.

Le generazioni a confronto saranno quelle di: Fulvio Filo Schiavoni, presidente Consorzio Produttori Vini di Manduria, nella cui sede è stato allestito il Museo della civiltà del vino Primitivo; Salvatore De Pasquale,  giovane proveniente da una storica famiglia di macellai, che ha deciso di innovare l'attività familiare, creando un prodotto originale: il capocollo al primitivo di Manduria; e infine Gloria Battista di Vinolia, associazione che si occupa di far conoscere il territorio attraverso i suoi prodotti più rappresentativi, vino e olio ma non solo, mediante eventi gastronomici che sanno mixare  la storia,  le tradizioni, le qualità alimentari dei prodotti.

L’iniziativa, che si svolgerà sabato 10 febbraio alle 18.30 al Reggia Domizia di Manduria (SS 7 ter per Sava)  con la moderazione di Antonio Stornaiolo, si chiuderà con una degustazione di vini e oli del territorio.
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Manovra, i miei emendamenti

Quelle appena trascorse sono state giornate dense che mi hanno visto impegnato nella redazione di proposte a favore della Puglia, in particolare a vantaggio del settore vitivinicolo e dei territori terribilmente colpiti dal batterio Xylella Fastidiosa. Ho fatto una scelta precisa: ho presentato stamattina in Senato pochi emendamenti ma qualificati e qualificanti, affinché sia facile anche per il governo accogliere l'iniziativa e auspicabilmente portarli all'interno della manovra finanziaria.

Nello specifico, la prima proposta riguarda l'estensione anche al settore olivicolo nelle aree colpite da Xylella Fastidiosa di un fondo istituito presso il Mipaaf con una dotazione che inizialmente era pari a 3 milioni di euro nel 2016 e passa a 10 milioni per ciascuna delle annualità 2018 e 2019 per la necessità di rafforzare la competitività del settore primario e considerata l'emergenza derivata dal batterio.

Attraverso il secondo emendamento, si punta invece a rifinanziare il Fondo di Solidarietà Nazionale per l'anno 2018 per interventi a favore delle imprese agricole danneggiate dal batterio nel corso degli anni 2016 e 2017, per rispondere anche alle esigenze della Regione Puglia che ha quantificato in 25 milioni di euro una eventuale compensazione dei danni.

L'ultimo emendamento, riguardante il settore enoturistico, prevede che le attività di ricezione ed ospitalità vengano ricondotte, ai fini fiscali, alle attività agrituristiche. L'impegno è rivolto a valorizzare attraverso la qualificazione dell'accoglienza nell'ambito di un'offerta turistica di tipo integrato, le aree ad alta vocazione vitivinicola e a promuovere l'enoturismo, quale forma di turismo dotata di specifica identità.
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Xylella, la mia lettera al Ministro Martina

Sono tornato a scrivere al Ministro Maurizio Martina sulla vicenda legata al fenomeno Xylella, prospettando un tavolo di concertazione e un percorso legislativo pe tradurre in fatti le richieste di aiuto e ristoro che vengono dagli agricoltori e dai produttori danneggiati e per mettere in campo una iniziativa forte nelle zone colpite con l'obiettivo di ostacolare il pericoloso avanzamento del patogeno e cambiare il destino di un territorio martoriato.

Di seguito il testo integrale della lettera.
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Gentile Ministro,

torno a scriverTi per condividere con Te alcune riflessioni, a fronte della condizione, che ben conosci, in cui versano parte rilevante del nostro patrimonio olivicolo e i produttori del settore e per cercare strumenti efficaci di contenimento della minaccia costituita dal diffondersi della Xylella Fastidiosa.

L’obiettivo comune resta quello di modellare una soluzione rispetto alla richiesta di aiuto e ristoro che viene dagli agricoltori e dai produttori danneggiati dal batterio e mettere in campo una iniziativa forte nelle zone colpite per ostacolare il pericoloso avanzamento del patogeno, senza trascurare la prospettiva più ambiziosa, di lungo respiro, che è quella di immaginare e costruire insieme la Puglia dell’Agroalimentare di domani.   

Credo sia, dunque, utile un tavolo di raccordo per definire una nuova strategia, condivisa e concordata con il territorio, che sia anche in grado di valutare l’opportunità e la fattibilità di interventi di riconversione produttiva da affiancare alla già prevista attività di reimpianto di specie di ulivo resistenti e tolleranti, la cui autorizzazione dovrebbe arrivare a breve da Bruxelles. Reimpiantare specie resistenti di ulivo restituisce speranze agli olivicoltori, è un tentativo necessario di cui, però, non possiamo conoscere con certezza l’esito futuro. Ecco perché, parallelamente a questa iniziativa, dobbiamo sviluppare una strategia nazionale organica, supportata sul piano scientifico, che affianchi alle azioni di eradicazione del batterio, di contenimento e monitoraggio della malattia, quelle di riconversione e rilancio dell'agricoltura nelle aree colpite.

All’interno di questo percorso, ricade anche la possibilità di redistribuire parte delle quote dell’1% (pari a 6.500 ettari) della superficie vitata nazionale per aiutare le zone colpite da Xylella. Si potrebbe agire attraverso due direttrici: la prima a livello locale. Mi farei personalmente promotore di precisa istanza alla Regione Puglia affinché provveda a bilanciare, a favore dell’area salentina, le quote del plafond di autorizzazioni a sua disposizione (800 ettari) e sulle quali può fare leva. Una scelta, questa, che lo scorso anno purtroppo non è stata effettuata. Se operata, di concerto con il Mipaaf, entro gennaio 2018, potrebbe portare benefici già dal prossimo anno. Per farlo, è sufficiente un semplice provvedimento amministrativo. La seconda, a livello nazionale: attraverso un’iniziativa legislativa, di cui potresti farTi promotore, sulla necessità di operare sulle autorizzazioni di quell’1% una pre-deduzione di una quota da destinare alla Puglia. La legge di bilancio, in questo caso, rappresenterebbe una occasione preziosa che si presenta in tempi rapidi per sviluppare un intervento normativo. Certo, parliamo solo di alcune decine di ettari in più ma è pur sempre un altro passo in avanti per un territorio in difficoltà.   

Credo che tale iniziativa, oltre a dimostrare la solidarietà del Ministero e delle altre regioni nei confronti degli agricoltori pugliesi di quelle aree, sarebbe utile ad incentivare l’attuazione degli interventi di eradicazione previsti dal piano di contrasto alla xylella, voluti fortemente anche dall’Ue, e a favorire la riconversione delle aree infette.

In un impianto normativo naturalmente tutto da costruire a livello tecnico, si potrebbe prevedere di dare priorità, per esempio, alla zona cuscinetto per poi interessare gradualmente le aree infette. Una sorta di premialità in funzione dell’attuazione delle misure di contrasto. Sarebbe una misura che potrebbe affiancare quella del reimpianto, non appena quest’ultima verrà autorizzata dalla UE.  

Conosco e condivido le iniziative da Te già assunte in sede di bilancio sul difficile tema della Xylella che potranno avere il mio appoggio nell'iter parlamentare. So che si può fare di più e spero che in questa prospettiva Tu possa condividere la mia proposta sulla quale hai la mia disponibilità a discutere ed approfondire, se e quando lo riterrai.

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