Eventi pubblici, garantire sicurezza ma riconsiderare effetti disposizioni

Ho scritto una lettera al Ministro dell'Interno, Marco Minniti, a seguito delle numerose rinunce, riportate anche dalla stampa, alla realizzazione di manifestazioni pubbliche, dopo la diffusione delle circolari sulla safety e security.

Garantire la sicurezza senza penalizzare i calendari culturali, impulso alla crescita dei territori. L’"insostenibilità economica della voce sicurezza” - come dichiarano molti organizzatori - ci fa, ahimè, assistere agli annullamenti a catena di eventi pubblici, anche i più rodati, che in molti casi sono motore di sviluppo territoriale. La sicurezza, che va garantita sempre e in ogni luogo, si può coniugare con uno sforzo che riconsideri alcuni effetti delle disposizioni?”

Ovviamente sono da condividere tout court le motivazioni delle disposizioni, in un periodo in cui l’Italia è a rischio medio di attacco terroristico e dopo i fatti di Torino. Tuttavia alcune di esse si traducono in deterrenti per gli organizzatori delle manifestazioni, con particolare riferimento ai soggetti pubblici, agli enti comunali e a quanti collaborano con essi. 
 
I costi per rispettare gli obblighi prescritti sono sopportabili per eventi con incassi corposi o realizzati da grosse strutture organizzative, mentre si rivelano pesanti, talvolta inattesi e proibitivi, per altri soggetti territoriali, magari impegnati da mesi nell’organizzazione. Mi riferisco a quegli eventi con cui si realizza una proposta culturale in linea con l’identità dei territori, come le sagre, le manifestazioni a tema, gli appuntamenti enogastronomici. A pagare un prezzo alto per questa combinazione di fattori sono proprio le iniziative che hanno ricadute rilevanti sotto il profilo sociale, economico e culturale, in quelle aree del Paese a forte vocazione turistica.

L’auspicio è che l'impegno più volte espresso di bilanciare la spesa per la sicurezza con quella per la cultura sia  ben visibile e rintracciabile, a tutti i livelli e che, dunque, i principi disposti per contrastare il terrorismo si possano coniugare con le attività culturali e di promozione dei territori.

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