Intervista su Campo Progressista

Senatore Stefàno, Campo Progressista ha preso il largo dopo la manifestazione con Pisapia promossa da lei a Lecce. A che punto è il processo di formazione del movimento? 
Abbiamo avviato un  percorso che sta abbracciando tutta Italia, generando un entusiasmo oltre le nostre stesse aspettative. Nelle prossime settimane ci saranno altre iniziative nei territori: in tanti ci hanno scritto per mettersi a disposizione di quello che vuole essere un impegno politico e civico collettivo. A marzo è in cantiere un grande appuntamento nazionale a Roma dal quale daremo il via alle Officine per il programma. 

Pisapia, giorni fa in un’intervista ha posto alcuni paletti. Puntate all'alleanza con il Pd di Renzi?
Il popolo del Pd, non Renzi, è l’alleato naturale per chi, come noi, vuol ricostruire un centrosinistra plurale e unito. Il PD da solo non è autosufficiente e siamo convinti che l’attuale convivenza di governo, con forze politiche non affini per storia e valori, si sia realizzata per una necessità circoscritta a questa legislatura, per la quale il centrosinistra non ha raggiunto i numeri sufficienti a guidare il Paese. Ecco noi vogliamo liberare il PD da queste pratiche per ritrovare una rotta più coerente alla sua storia.

Pare che una parte di Sinistra Italiana, quella di Scotto, possa far parte di Campo Progressista. Vendola invece non sembra interessato. Che ne pensa?
Rispetto e non giudico il pensiero attuale di Nichi. Lui stesso, però, volle dare vita a Sel proprio per fare della sinistra una forza di governo, capace di riaprire la partita. Tant’è che la Puglia di Vendola è riconosciuta da tutti come una delle migliori esperienze di governo del centrosinistra. Campo Progressista è la più coerente evoluzione di quella stagione, e può raccogliere anche il "vasto campo di una sinistra delusa, dispersa, ora silente" che non vuole abbandonarsi ad un destino minoritario.

La sinistra Pd e la possibile “Cosa” di D'Alema non sono interessati. Non c'è il rischio di una eccessiva frammentazione a sinistra del Pd?
Noi siamo impegnati per creare una casa comune dei progressisti, che è cosa diversa rispetto alla discussione interna al PD. La storia dovrebbe insegnarci però che quando il centrosinistra ha percorso la strada della divisione, ha consegnato il Paese nelle mani di forze conservatrici e scissioniste. Può succedere ancora: spianeremmo la strada a una destra più estrema, lepenista, xenofoba oppure a chi fa del populismo e del garantismo di convenienza il proprio stile di governo.

Che idea si è fatto dello scontro in atto nel Pd?
Abbiamo rispetto del confronto interno al PD, che ci auguriamo non intacchi l’azione del governo della Puglia e del Paese. Gentiloni deve proseguire se sarà in grado di correggere il tiro su alcune disattenzioni per garantire risposte concrete agli italiani, Mezzogiorno in primis. E’ bene, anche per la Puglia, che il confronto apertosi nel PD non diventi tatticismo o resa dei conti. Ai cittadini importano poco le questioni interne ai partiti. Il Pd deve arrivare in tempi rapidi ad una sintesi con una strategia ed una proposta di governo chiara, pragmatica e vincente, da condividere con tutte le forze progressiste.

Campo progressista, sinistra Pd e D'Alema dicono di puntare a recuperare i voti di sinistra finiti al M5S. Impresa ambiziosa, non crede?
Ambiziosa, ma non impossibile. A patto che si mettano da parte slogan e populismi e si realizzi una proposta di governo concreta e coerente. Va compresa veramente la rabbia verso l’abuso dei privilegi, l'aumento delle disuguaglianze, le politiche dei bonus per niente efficaci. Il populismo e la demagogia si contrastano così. Con i fatti, cambiando in meglio la vita alle persone. 

Che pensa dell'ipotesi di far rinascere l’Ulivo?
L'obiettivo importante è ricostruire il centro sinistra, anche con forme e schemi diversi, nuovi. Lo stesso Prodi definì l’Ulivo evocando una pianta “forte, resistente, ben radicata” per “mostrare che la varietà, cioè una differenza compatibile, è una ricchezza da condividere".

[Intervista da La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 12 febbraio 2017]

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