Estendere le stabilizzazioni al personale precario dell'ARPA Puglia

Ho presentato come primo firmatario la seguente interrogazione a risposta orale
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Al Ministro per gli Affari regionali e le autonomie e al Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione

Premesso che:

il comma 529 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 consente alle sole Regioni di procedere alla stabilizzazione del personale precario che abbia maturato 36 mesi di anzianità al 31.12.2013, termine differito al 31.12.2015 dal comma 776 della Legge Finanziaria 2016;

Con la legge n. 47 del 11/11/2014, la Regione Puglia ha recepito quanto disposto dal suddetto comma 529, tentando di fornire una risposta al precariato non esclusivamente regionale, e con l’art. 4 della stessa legge, anche degli enti e amministrazioni territoriali con funzioni strumentali ad essa;

tale provvedimento normativo è stato successivamente impugnato dal Governo che ha ritenuto che alcune disposizioni in materia di stabilizzazione del personale fossero in contrasto con i principi stabiliti dalla legislazione statale;

il 25 febbraio u.s., con sentenza n. 37, la Corte Costituzionale si è espressa nel merito considerando incostituzionale il suddetto articolo 4 della LR n. 47/14, che estendeva anche «alle agenzie regionali, agli enti, all’Autorità di bacino e alle società in house della Regione Puglia» quanto previsto dalla disciplina statale sulla stabilizzazione del personale precario;

sembra pertanto rimanere oscura la logica del legislatore nazionale in tale merito dal momento che consente, di fatto, una sanatoria per il solo personale precario regionale, non considerando le altre amministrazioni pubbliche, che come ad esempio l'ARPA, si avvalgono di personale a tempo determinato per l'espletamento di attività istituzionali;

il reclutamento di personale con procedure straordinarie ed eccezionale, atto a superare il precariato e a porre rimedio alle situazioni irregolari determinatesi a seguito del ricorso improprio ai contratti di lavoro flessibile per esigenze legate al fabbisogno ordinario, dovrebbe basarsi, non sull'appartenenza ad una specifica pubblica amministrazione, ma sui requisiti essenziali posseduti dagli lavoratori;

i dipendenti a tempo determinato di ARPA sono stati tutti assunti a seguito di selezioni di evidenza pubblica, sono previsti nella dotazione organica dell'Agenzia, hanno ampiamente maturato i 36 mesi di servizio e svolgono attività, quasi esclusivamente, di carattere istituzionale, tra le quali le funzioni di monitoraggio e controllo ambientale necessarie per la tutela del territorio pugliese, affidatele dalla stessa Amministrazione regionale;

la Corte di Giustizia Europea ha già ammonito il Legislatore Italiano per l'abuso di personale a tempo determinato e ha disposto, con la cosiddetta “Sentenza Mascolo” del 26 novembre 2014, la conversione del contratto della ricorrente da tempo determinato a tempo indeterminato,

si chiede di sapere:

se i Ministri interrogati non intendano riconsiderare le linee della normativa sovra riportata alla luce anche degli obiettivi più volte dichiarati propri alla riforma del Jobs Act.

Sen. Dario Stefàno


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