LXXXIII Seduta Giunta Elezioni e Immunità

IMMUNITA' PARLAMENTARI 
(Doc. IV, n. 10) Domanda di autorizzazione all'utilizzazione di intercettazioni di conversazioni telefoniche del signor Marcello Dell'Utri, senatore all'epoca dei fatti, nell'ambito di un procedimento penale pendente anche nei suoi confronti (n. 17067/12 RGNR)

(Esame e rinvio) 

Riferisce sul documento in titolo la relatrice, senatrice LO MORO (PD), la quale fa preliminarmente presente che in data 3 agosto 2015, il Presidente del Senato ha deferito all’esame della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari la richiesta, avanzata il 28 luglio 2015 dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, dottoressa Francesca Ferri, di autorizzazione all’utilizzazione, nel procedimento n. 17067/12 R.G.N.R., delle intercettazioni di alcune conversazioni del dottor Marcello Dell'Utri, senatore all'epoca dei fatti (Doc. IV, n. 10). Tale deferimento è stato annunciato in Assemblea il 3 agosto 2015.

Le intercettazioni telefoniche delle quali si chiede l'utilizzo sono state autorizzate nei confronti di terzi non parlamentari dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Firenze, con decreto del 20 gennaio 2012, nell'ambito del procedimento n. 17337/2011 a carico di Marcello Dell'Utri e Marino Massimo De Caro per il reato di cui agli articoli 81 capoverso, 319 e 321 del codice penale (concorso in corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio) e successivamente trasmesse alla Procura della Repubblica di Napoli, che chiede l'utilizzo delle stesse per un procedimento penale del tutto diverso, ossia per il procedimento n. 17067/2012, relativo ad una fattispecie criminosa diversa rispetto alla corruzione, ossia ad un'ipotesi di concorso in peculato.

Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli ha ritenuto le conversazioni intercettate rilevanti e la loro intercettazione casuale, considerando quindi le stesse sottoposte ad autorizzazione "successiva" delle Camere, come disposto dall'articolo 6 della legge n. 140 del 2003. La richiesta di autorizzazione in esame concerne 49 conversazioni telefoniche su 52 che vedono coinvolto l'ex senatore dell'Utri,registrate tra il 23 gennaio 2012 e il 21 maggio 2012. Tale numero va tuttavia rapportato con il numero complessivo delle intercettazioni effettuate nel medesimo procedimento, pari a 12.878.

Il dottor Dell'Utri, senatore all'epoca dei fatti, è indagato, per il delitto di cui agli articoli 81 capoverso, 110, 112, comma primo, n. 1, 314 e 61, n. 7 del codice penale (concorso in peculato) perché, secondo l'accusa, in concorso e previo accordo con Marino Massimo De Caro, Sandro Marsano e con altre persone alcune allo stato non ancora identificate - agendo De Caro nella sua qualità di Direttore della Biblioteca Statale Oratoriale annessa al monumento Nazionale dei Girolamini, sita a Napoli, e Marsano, quale Conservatore del predetto monumento - con più azioni esecutive anche in tempi diversi di un medesimo disegno criminoso, si appropriava di antichi volumi e manoscritti di interesse storico-artistico, di cui De Caro e Marsano avevano la disponibilità per ragione del loro ufficio, essendone ai medesimi affidata la conservazione. Tali volumi giungevano nelle disponibilità di Marcello Dell'Utri, a cui è altresì contestata l'aggravante di aver cagionato all'amministrazione statale dei Beni culturali un danno patrimoniale di ingente entità, attraverso condotte realizzate dopo aver acquisito il sostanziale controllo dei luoghi adibiti alla custodia dei beni librari e una pressoché assoluta libertà di movimento all'interno dei medesimi e con previa sistematica violazione, elusione ed oblio di ogni regola di biblioteconomia (come evidenziato dall'Autorità giudiziaria nell'ambito dell'ordinanza).

Viene precisato che il De Caro, dopo aver assunto le funzioni di direttore della biblioteca, grazie anche alle protezioni politiche di cui da tempo godeva (come riportato a pagina 4 dell'ordinanza), acquisiva il controllo totale della biblioteca stessa grazie a padre Marsano, che rivestiva la qualifica di conservatore di tale struttura e che consentiva l'accesso abusivo e incontrollato anche in tempo di notte di estranei all'amministrazione e la disinstallazione degli impianti di allarme e videosorveglianza (pagina 5 dell'ordinanza). Veniva quindi organizzata la movimentazione abusiva di migliaia di volumi della biblioteca, finalizzata - unitamente alla denunciata soppressione delle schede di catalogazione e dei segni di appartenenza impressi sui beni - a cancellare ogni traccia della stessa esistenza degli antichi volumi e manoscritti di inestimabile valore. I volumi trafugati venivano offerti e venduti a spregiudicati antiquari (pagina 5 dell'ordinanza). Infine, per fronteggiare l'allarme seguito alla denuncia pubblica di alcuni docenti dell'Università degli Studi Federico II, venivano intimiditi testi, si attivavano protezioni altolocate, si cercavano abusivamente informazioni riservate, concertando versioni addomesticate dei fatti progressivamente emersi (pagina 5 dell'ordinanza).

Il dottor Dell'Utri, noto collezionista di libri antichi (pagina 5 dell'ordinanza), ha consentito l'attività di spoliazione della biblioteca da parte del De Caro grazie al rapporto personale con lo stesso, che durava da almeno dieci anni (pagina 5 dell'ordinanza). Il dottor Dell'Utri infatti favorì l'ascesa del De Caro ai vertici dell'amministrazione statale anche in vista della possibilità per il De Caro di associare agli incarichi ministeriali le funzioni di direttore di una biblioteca famosa per raccolte invidiate da qualunque collezionista di antichi volumi, soprattutto di quella medesima impronta filosofica notoriamente caratterizzante proprio le preziose collezioni napoletane (pagina 5 dell'ordinanza).

Le intercettazioni telefoniche consentivano (pagina 12 dell'ordinanza) di comprendere con certezza che alcuni volumi della biblioteca dei Girolamini erano nella disponibilità del senatore Dell'Utri.

Le ricostruzioni dei fatti e il contenuto delle conversazioni per le quali viene chiesta l'autorizzazione all'utilizzo fanno ragionevolmente ritenere, secondo l'Autorità giudiziaria, che il dottor Dell'Utri "non solo e non tanto" era consapevole dell'illecita provenienza dei volumi ma, soprattutto, che era stato preventivamente informato, in un momento antecedente alla materiale apprensione dei volumi da parte del De Caro, dell'intento predatorio del "direttore" (pagina 18 dell'ordinanza). Il delitto di concorso in peculato commesso emerge dall'esistenza di un previo accordo tra i due sopracitati soggetti, affinché De Caro asportasse dalla biblioteca napoletana i preziosi volumi in questione, con l'intesa di consegnarli a Dell'Utri. Conferma di tale quadro indiziario si rinviene, secondo l'autorità giudiziaria, proprio nel contenuto delle conversazioni intercettate, per le quali si chiede l'autorizzazione all'utilizzo (pagina 19 e pagina 27 dell'ordinanza).

La relatrice propone quindi di fissare un termine - ai sensi dell'articolo 135, comma 5, del Regolamento - per la presentazione di eventuali memorie scritte da parte dell'interessato riservandosi di formulare la propria proposta conclusiva successivamente alla scadenza del predetto termine.

Il PRESIDENTE propone quindi di fissare un termine di 15 giorni - ai sensi dell'articolo 135, comma 5, del Regolamento - per la presentazione di eventuali memorie scritte da parte dell'interessato riservandosi di formulare la propria proposta conclusiva successivamente alla scadenza del predetto termine.

Conviene la Giunta su tale proposta.

Il seguito dell'esame è quindi rinviato.

            La seduta termina alle ore 20,15.

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